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Il racconto cinematografico si è spesso occupato di lavoro e delle condizioni lavorative dei protagonisti. Nella sezione del sito della Cisl Lombardia Cinema e lavoro vogliamo percorrere, in più puntate, una storia del lavoro al cinema. Una storia il più possibile completa, almeno nell’indicare i film più importanti (sono segnalati anche film meno riusciti ma interessanti per il tema che trattano) che, seppur non più rintracciabili sullo schermo (a meno di frequentare qualche festival o rassegna specializzata), sono magari registrabili in occasione di qualche passaggio televisivo. Obiettivo di questo percorso è anche quello di segnalare film utilizzabili dal sindacato in alcuni suoi momenti formativi. Cinema e lavoro si articola in due sotto-sezioni: La storia e Le pellicole. La prima sezione parte dagli anni '30 per dare il via ad un percorso a tappe, nella storia del lavoro al cinema, che arriverà fino ai giorni nostri. Fin dalle prime produzioni, infatti, il racconto cinematografico si è spesso soffermato anche sulle condizioni sociali e lavorative dei protagonisti: a volte sotto forma di denuncia sociale, altre volte all’interno di storie drammatiche, altre ancora come sfondo di commedie. Un percorso storico che è già arrivato agli anni della contestazione, ha toccato il '69 e si affaccia agli anni Settanta. Alle produzioni più importanti della storia del lavoro al cinema sono dedicate schede singole, insierite anche nella sezione Classici o, se più recenti, ne Il film della settimana. Qualche esempio? Si va dai celebri Furore, Rocco e i suoi fratelli, Sciuscià, Ladri di biciclette, Fronte del porto, Accattone, ai meno noti Scano Boa, Il ruggito del topo, Il processo, Pelle viva. |