“Ogni anno l’8 marzo mi pone sempre la stessa domanda: se per un momento il mondo si fermasse, probabilmente ci accorgeremmo di una cosa semplice. Molte delle cose che tengono insieme la nostra società non fanno rumore: non fanno rumore le relazioni che qualcuno ricuce quando si spezzano; non fa rumore la cura con cui si tengono insieme famiglia, lavoro, comunità; non fa rumore quella responsabilità quotidiana che non cerca applausi, ma senza la quale tante vite si sfilaccerebbero. Eppure, se guardiamo con onestà alla realtà, una parte enorme di questo lavoro silenzioso ha molto spesso il volto di una donna. Non è retorica, è la verità concreta della vita di tutti i giorni. Nei luoghi di lavoro, nelle famiglie, nelle scuole, negli ospedali, nelle comunità, le donne tengono insieme pezzi di mondo che rischierebbero di rompersi. E allora forse l’8 marzo non serve per dire che le donne sono “più forti”, serve per riconoscere qualcosa di molto più semplice e molto più serio: che una società davvero giusta è quella in cui una donna non deve essere straordinaria per essere rispettata. Non deve dimostrare il doppio, non deve scegliere tra lavoro e vita, non deve trasformare la fatica quotidiana in eroismo per ottenere riconoscimento. Quando il talento non ha più bisogno di chiedere permesso, quando il lavoro di cura smette di essere invisibile, quando la libertà delle donne diventa una cosa normale, allora non stiamo facendo un favore alle donne. Stiamo semplicemente costruendo una società più giusta, più intelligente, più umana. Perché la dignità non è mai una concessione, è la misura della nostra civiltà e non riguarda soltanto le donne, riguarda tutti noi e chiama il mondo del lavoro, le istituzioni e l’intera società a fare la propria parte con determinazione. Perché una società cresce davvero quando nessuno deve essere più forte per essere rispettato“
Fabio Nava – Segretario Generale della CISL Lombardia
