Salario, casa e dignità: la CISL Lombardia per un lavoro che torni a reggere la vita

Giovedì 7 maggio 2026, presso lo Spazio Esperia di Milano, il Segretario Generale della CISL Lombardia, Fabio Nava, è intervenuto all’evento “Salario giusto e Piano Casa”, portando una riflessione centrata sul legame tra lavoro, retribuzioni, costo della vita e qualità dell’abitare.

Per Nava, la presenza del sindacato in un confronto promosso dalla politica è importante perché sulle grandi questioni del lavoro la politica deve continuare ad ascoltare chi rappresenta la vita concreta delle persone, non per sostituirsi ai partiti o alle istituzioni, ma per contribuire con il proprio metodo: dialogo, contrattazione, partecipazione e attenzione alla persona.

Il lavoro c’è, ma non sempre regge la vita

Il cuore dell’intervento è partito da una domanda semplice e diretta: che senso ha lavorare se lavorare non basta più per vivere? “Oggi il lavoro c’è – ha sottolineato Nava – ma sempre più spesso non regge la vita. Non basta per vivere con serenità, progettare il futuro, costruire una famiglia o abitare vicino al luogo in cui si lavora”. Da qui la necessità di guardare al salario non solo come cifra in busta paga, ma come capacità reale di sostenere una vita dignitosa. Per questo, secondo la CISL Lombardia, non basta rinnovare i contratti: occorre affrontare anche il costo della vita, che non è uguale in tutti i territori e pesa in modo particolare nelle aree più attrattive e costose del Paese.

Casa e salario: due lati della stessa questione sociale

Nava ha collegato il tema del salario giusto a quello del Piano Casa: “salario giusto e Piano Casa non sono due argomenti separati. Sono la stessa questione sociale vista da due lati diversi: da una parte ciò che entra in busta paga, dall’altra ciò che esce ogni mese per affitto, mutuo, trasporti, energia e servizi”. Per la CISL Lombardia, oggi la casa è parte del salario reale. Se una persona trova lavoro ma non trova casa o se un contratto non permette di sostenere un affitto, il problema non è risolto.

Una città, una regione, un Paese che espelle chi lavora per farla vivere – ha affermato Nava – prima o poi smette di essere giusta”. Per questo serve un Piano Casa capace di rendere più abitabile lo sviluppo: recuperare alloggi inutilizzati, sostenere l’affitto accessibile e collegare casa, lavoro, trasporti e servizi.

La buona contrattazione come infrastruttura di fiducia

Sul salario giusto, la posizione della CISL Lombardia è chiara: non basta una formula normativa, il salario deve reggere la vita e diventare realtà concreta attraverso contratti applicati, rinnovi rapidi, controlli veri contro dumping e contratti pirata, produttività redistribuita e partecipazione dei lavoratori. “La via maestra resta la buona contrattazione” – ha spiegato Nava – “una contrattazione forte, rappresentativa, partecipativa e vicina ai territori può diventare una vera infrastruttura della competitività, della coesione sociale e della fiducia“.

Tre le condizioni indicate: contratti nazionali rinnovati nei tempi, seri e rappresentativi; contrattazione di secondo livello, capace di trasformare la produttività in salario, welfare, formazione e qualità dell’organizzazione; partecipazione dei lavoratori, come metodo per governare trasformazioni tecnologiche, organizzative, ambientali e sociali.

Risorse pubbliche a chi rispetta il lavoro

Nel suo intervento Nava ha richiamato anche il ruolo della politica e delle istituzioni: le risorse pubbliche devono premiare le imprese che rispettano il lavoro, applicano contratti veri, investono in sicurezza, formazione e qualità dell’occupazione. “La competizione al ribasso sui diritti – ha ricordato – non produce sviluppo forte, produce crescita fragile”. Per questo la CISL Lombardia chiede che ogni misura sul salario giusto sia verificabile: non basta annunciare un principio, occorre misurare se quel principio cambia davvero la vita delle persone.

Responsabilità condivisa e fiducia collettiva

In chiusura, Nava ha richiamato la necessità di un Patto della responsabilità: “una comunità si rialza quando istituzioni, imprese, lavoro e corpi sociali ricostruiscono insieme fiducia”. È questa, per la CISL Lombardia, la sfida anche oggi: tenere insieme crescita, redistribuzione, partecipazione e giustizia sociale, perché una società cresce davvero solo quando il benessere diventa esperienza diffusa. “Senza fiducia collettiva, perde tutto il Paese”.