Costruzioni, Fabio Nava: “Non basta avere più cantieri, serve lavoro più sicuro, formato e riconosciuto”

Venerdì 8 maggio 2026, presso la sede della CISL Lombardia a Milano, Fabio Nava – Segretario Generale della CISL Lombardia – ha portato il proprio saluto al Comitato Esecutivo della FILCA CISL Lombardia, allargato al Laboratorio Enti Bilaterali, dedicato al tema “il mercato del lavoro e l’attrattività del settore delle costruzioni in Lombardia”.

Un incontro che ha confermato il rapporto forte tra CISL Lombardia e FILCA regionale: un legame costruito nel tempo, fatto di confronto leale, stima reciproca, presenza nei territori e lavoro comune.

Al centro del confronto, una domanda decisiva per il futuro del comparto: come rendere il settore delle costruzioni più capace di attrarre giovani, competenze, professionalità e fiducia?

Per Nava, le costruzioni non sono un comparto qualsiasi, sono uno dei luoghi in cui si misura la qualità dello sviluppo di un territorio. Nei cantieri si costruiscono case, scuole, ospedali, infrastrutture, spazi pubblici. Ma insieme alle opere si costruisce anche qualità della vita.

Il punto non è soltanto avere più cantieri — ha sottolineato Nava — ma avere cantieri più sicuri, imprese più qualificate, lavoratori più formati, percorsi professionali più riconoscibili”.

Oltre la stagione dei bonus: servono competenze e strategia

Il settore delle costruzioni in Lombardia ha vissuto negli ultimi anni una fase importante, sostenuta anche da Superbonus, PNRR e investimenti. Ma quella spinta, da sola, non può bastare. “Le fiammate passano, mentre le competenze restano. I bonus finiscono, mentre la qualità del lavoro resta. Gli incentivi aiutano, ma non sostituiscono una strategia”, ha evidenziato il Segretario.

Da qui la necessità di non ridurre il tema dell’attrattività alla sola carenza di manodopera. La questione è più profonda: cosa vedono i giovani quando guardano al settore edile? Le famiglie considerano ancora questi mestieri una strada seria per il futuro dei propri figli? Scuola, formazione, ITS, enti bilaterali, imprese e sindacato stanno davvero camminando insieme?

Il Patto per le Competenze e l’Occupazione ha avuto il merito di trasformare un problema in metodo: non si è limitato a denunciare la mancanza di lavoratori, ma ha messo insieme dati, territori, parti sociali, sistema formativo, enti bilaterali, Informagiovani, scuole, ITS e imprese.

L’attrattività non nasce da uno slogan — ha rimarcato Nava — nasce da un ecosistema che funziona”.

Il cantiere di oggi non può essere raccontato con immagini vecchie

Nel suo intervento, Nava ha richiamato il ruolo decisivo della FILCA CISL, che conosce il settore dal basso: nei cantieri, nelle scuole edili, negli enti bilaterali, nella contrattazione, nella sicurezza, nelle vertenze e nei territori. Una conoscenza concreta, indispensabile per aiutare tutto il comparto a compiere un salto di qualità. Per la CISL Lombardia, il cantiere di oggi non è solo fatica fisica. È organizzazione, tecnologia, sostenibilità, sicurezza, competenza tecnica, lavoro di squadra, gestione di tempi, materiali, rischi e responsabilità. Se il settore vuole attrarre giovani, deve sapersi raccontare meglio. Ma soprattutto deve rendere vera questa promessa. “Non basta dire ai giovani: venite nell’edilizia, dobbiamo poter dire: venite in un settore dove potete imparare, crescere, essere rispettati e costruire una vita”.

Sicurezza, formazione e bilateralità

Per Nava, la sicurezza deve essere il primo fattore di attrattività. Un lavoro insicuro non sarà mai un lavoro attrattivo. Un cantiere dove la sicurezza è vissuta come costo, e non come cultura, è un cantiere più debole. La sicurezza non è un adempimento: è il punto in cui si misura la qualità vera del lavoro e dell’impresa. Accanto alla sicurezza, resta centrale la formazione. Non una formazione episodica, ma percorsi chiari, aggiornati e collegati ai fabbisogni reali del settore: competenze tecniche, digitale, sostenibilità, impiantistica, manutenzione, gestione del cantiere, prevenzione. In questo quadro, anche la bilateralità rappresenta una leva decisiva: non una struttura da mantenere per abitudine, ma uno strumento concreto per tenere insieme imprese e lavoratori, formazione e sicurezza, fabbisogni professionali e territori. Quando la bilateralità funziona, il settore è più forte, perché nessuno resta solo: non le imprese, non i lavoratori, non i giovani che devono scegliere, non i territori che devono programmare.

Ora serve il passo successivo: non lasciare che il Patto resti solo un progetto ben fatto, ma farlo diventare un metodo stabile. I dati devono servire a orientare meglio, i fabbisogni devono aggiornare la formazione, le imprese devono essere aiutate a esprimere meglio la domanda di competenze, il sindacato deve usare queste evidenze per contrattare meglio. I territori devono trasformare la rete costruita in lavoro concreto. La vera sfida è passare dall’analisi all’azione.

Da qui tre priorità operative: rendere il settore più leggibile per i giovani; rendere la formazione più aderente al lavoro reale; fare della sicurezza e della qualità contrattuale la base dell’attrattività.

La Lombardia avrà ancora bisogno di costruire. Ma dovrà costruire meglio. Non solo più opere: più qualità. Non solo più cantieri: cantieri più sicuri. Non solo più occupazione: lavoro più formato, stabile, riconosciuto”.

Quando la FILCA lavora sull’attrattività, sulle competenze e sulla sicurezza, non parla solo a un settore: parla al futuro del lavoro lombardo.