Al convegno “La Questione Salariale – Perchè i salari non crescono?“, organizzato dalla FIT CISL Lombardia e dedicato appunto alla dinamica dei salari, che si è tenuto lunedì 9 marzo 2026 presso la sede della FIT CISL Lombardia in via Bolama a Milano, Fabio Nava, Segretario Generale della CISL Lombardia, ha richiamato con forza la necessità di affrontare la questione salariale come una delle grandi sfide sociali ed economiche del Paese, un tema che non riguarda soltanto l’andamento delle retribuzioni, ma il rapporto tra lavoro, dignità e futuro delle persone: «quando i salari non crescono – ha sottolineato Nava – non restano fermi soltanto dei numeri. Restano fermi i progetti di vita».
Nel suo intervento, il Segretario ha evidenziato come il problema non possa essere letto come una semplice fase congiunturale, ma come un nodo strutturale dell’economia italiana. I dati internazionali mostrano infatti come, dopo lo shock inflazionistico degli ultimi anni, i salari reali in Italia abbiano faticato più che altrove a recuperare il potere d’acquisto perduto. Una dinamica che rischia di incidere non solo sulle condizioni materiali delle famiglie, ma anche sulla fiducia delle persone nel lavoro come strumento di sicurezza e realizzazione.
Secondo Nava, la vera domanda da porsi oggi non è soltanto perché i salari non crescono, «la domanda vera – ha spiegato – è dove si interrompe il passaggio tra valore prodotto e valore riconosciuto. È lì che dobbiamo stare, è lì che dobbiamo contrattare». Per Nava la risposta non può essere ridotta a una singola misura economica, ma deve tradursi in un Patto della responsabilità tra istituzioni, imprese e parti sociali, capace di affrontare insieme le cause strutturali della stagnazione salariale.
In questo quadro la CISL ribadisce il ruolo centrale della contrattazione collettiva, che deve essere rafforzata e resa più efficace: «la contrattazione non è il problema – ha ricordato Nava – è una parte fondamentale della soluzione, ma funziona davvero solo se i contratti si rinnovano nei tempi giusti e se si contrasta con determinazione il fenomeno dei contratti pirata».
Il nodo decisivo resta il rapporto tra produttività e salari. Per la CISL Lombardia la crescita economica deve tradursi in valore redistribuito tra lavoratori, imprese e territori, dentro un modello di sviluppo capace di rafforzare qualità del lavoro, innovazione e partecipazione.
«Un Paese cresce davvero – ha concluso Nava – quando il lavoro torna ad essere riconosciuto. E quando il lavoro è riconosciuto torna la fiducia».












