In declino lo spazio civico in Europa

Il Civicus Monitor ha declassato Francia, Germania e Italia tra i Paesi dell’Ue

Detenzioni di manifestanti, interruzioni delle proteste con uso eccessivo della forza, attacchi ai giornalisti, diffamazione pubblica della società civile e delle voci dissenzienti sono le violazioni più comuni delle libertà civili in Europa denunciate dal Civicus Monitor, una rete globale di organizzazioni della società civile che monitora e valuta lo spazio civico in 198 Paesi e territori del mondo. Nel Report basato sul monitoraggio effettuato nel 2025, per quanto riguarda lo spazio europeo il Civicus Monitor ha declassato da «ristretta» a «ostruita», su una scala a cinque livelli, la valutazione di Francia, Germania e Italia tra i Paesi dell’Ue, mentre tra gli Stati europei extra-Ue hanno avuto un declassamento da «ostruito» a «represso» la Serbia e la Georgia e da «aperto» a «ristretto» la Svizzera. Si tratta di cambiamenti di rating che rappresentano il culmine di anni di ripetuti attacchi alla società civile, alla democrazia e alle libertà fondamentali. In tutti questi Paesi, infatti, si riscontra un aumento di limitazione dello spazio civico e dei diritti fondamentali con il pretesto retorico di ordine pubblico e sicurezza, «tendenze che minacciano lo Stato di diritto, la democrazia e i diritti fondamentali in tutta l’Ue», sostiene il Civicus Monitor, secondo cui «lo spazio civico in Europa è in rapido declino».

Attacchi alla società civile in Francia e Germania

In Francia, denuncia la rete globale della società civile, il declassamento riflette problemi sistemici relativi allo stato di diritto e allo spazio civico, così le forti ondate di mobilitazione degli ultimi anni hanno dovuto far fronte a crescenti restrizioni. Sullo sfondo della recente crisi politica, «i detentori del potere hanno adottato un atteggiamento sempre più ostile nei confronti della società civile. In particolare, le autorità hanno ripetutamente utilizzato la legge che impone alle associazioni di rispettare i “valori repubblicani” e di astenersi dal turbare l’ordine pubblico, per scioglierle e limitarne l’accesso ai finanziamenti». Le autorità hanno risposto alle mobilitazioni pubbliche, tra cui proteste ambientaliste, proteste di solidarietà con la Palestina e azioni di massa guidate dai social media contro le misure di austerità economica proposte, con divieti, polizia militarizzata e centinaia di detenzioni. Si sono così verificate violenze della polizia, sorveglianza e arresti di manifestanti, la presa di mira di giornalisti e persistenti restrizioni dei diritti fondamentali.

Per la Germania, Civicus Monitor osserva «una tendenza di lungo termine» a depotenziare il ruolo di controllo e vigilanza della società civile, con attacchi alle organizzazioni critiche nei confronti delle politiche governative. «L’intensa repressione statale tedesca nei confronti della solidarietà con la Palestina ha portato a un rapido deterioramento dello spazio civico». Partecipanti a tali proteste sono costantemente stati sottoposti a brutalità da parte della polizia, tra cui «soffocamenti, pallottole, spray al peperoncino e pugni». Le pressioni politiche e sociali sono andate di pari passo con l’intervento della polizia per chiudere lo spazio alla libera espressione, denuncia il Monitor, secondo cui dopo le elezioni il cancelliere eletto Friedrich Merz e il suo partito (Cdu) hanno avviato un’inchiesta parlamentare sui finanziamenti pubblici alle organizzazioni della società civile, accusate di mancanza di neutralità politica, comprese quelle che contestano l’estrema destra.

In Italia criminalizzata la disobbedienza civile

Il declassamento della situazione italiana arriva invece dopo «anni di regresso sistemico caratterizzato dall’espansione dei poteri della polizia, dalla stigmatizzazione degli attivisti e dall’indebolimento delle tutele per giornalisti e difensori dei diritti» sostiene Civicus Monitor. La Legge sulla Sicurezza (L. 80/2025), adottata con una procedura accelerata nel giugno 2025, ha ampliato «significativamente» i poteri della polizia e ha introdotto decine di nuovi reati e pene più severe con il pretesto della sicurezza pubblica, «criminalizzando la disobbedienza civile non violenta con severe pene detentive». Il Monitor sottolinea come la società civile e i sindacati nell’ultimo anno si siano mobilitati contro la legge, che amplia i poteri della polizia e introduce nuovi reati, mettendo in guardia dalle profonde implicazioni per la libertà di riunione pacifica e sollevando preoccupazioni circa il suo impatto sullo stato di diritto. Altre violazioni rilevate dal Civicus Monitor includono «le molestie e il trattamento degradante» degli attivisti per il clima e la solidarietà con la Palestina, la prosecuzione degli «attacchi contro i gruppi per i diritti dei migranti», oltre alle preoccupazioni relative alla sorveglianza a seguito di «diversi casi confermati di utilizzo di spyware contro i giornalisti».

Erosione di diritti e libertà civili nell’Ue

La rete internazionale di organizzazioni denuncia come i declassamenti del Civicus Monitor sollevino «serie preoccupazioni circa la delegittimazione delle organizzazioni della società civile, la rappresentazione degli organismi di controllo pubblico come minacce e la crescente ingerenza politica nella società civile indipendente, nonché le restrizioni al diritto di protesta». Tendenze che minacciano lo Stato di diritto, la democrazia e i diritti fondamentali nell’Ue e più in generale nei Paesi dell’area europea. Una situazione confermata dal Civic Space Watch, una piattaforma online che raccoglie dati e segnala gli sviluppi nello  spazio civico  dell’Ue con il supporto dell’European Civic Forum, a sua volta membro della rete globale Civicus. Secondo il Civic Space Watch «l’Europa sta vivendo un pericoloso declino delle libertà civili, in un contesto in cui la promessa di diritti universali e valori democratici, sanciti dai trattati dell’Ue, viene costantemente erosa da fattori economici, sociali, culturali e politici interconnessi». Nel complesso, denuncia l’ultimo Civic Space Report, «gli spazi di partecipazione e impegno politico sono sempre più sotto pressione, con la società civile spesso messa da parte o inclusa come mero elemento di facciata nel processo decisionale».

Per questo, le organizzazioni della società civile europea invitano i responsabili nazionali e dell’Ue ad «adottare misure concrete per proteggere e ampliare lo spazio della società civile, in particolare nel contesto di un crescente attacco alla democrazia».