Primo Maggio 2026 | Il messaggio di Roberta Vaia da Piazza della Loggia: “il lavoro è libertà e dignità”

In una Piazza della Loggia gremita di bandiere e partecipazione, Roberta VaiaSegretaria Regionale della CISL Lombardia – ha tenuto l’intervento conclusivo delle celebrazioni del Primo Maggio 2026 di Brescia, parlando a nome di CGIL, CISL e UIL.

Dicono che il sindacato sia superato, un pezzo di storia che sta sbiadendo. Ma guardatevi attorno: se il sindacato fosse finito non sareste qui, non saremmo qui oggi. Il sindacato è il battito incessante di chi non si arrende“, ha esordito la Segretaria.

Brescia è una città simbolo della democrazia e del lavoro manifatturiero, ma anche un luogo che richiama ferite ancora aperte: “essere qui, in piazza Loggia, significa camminare sopra una ferita che non si è mai chiusa, ma che si è trasformata in una lezione indelebile. Qui il lavoro è stato colpito al cuore perché il sindacato, da solo, faceva paura“, ha aggiunto, sottolineando la responsabilità di onorare quella storia con una voce ferma e coraggiosa.

Per la Segretaria, la sfida principale resta quella di garantire un lavoro dignitoso: «è dignitoso un lavoro che non include? Non possiamo tollerare che una donna venga discriminata, che un lavoratore anziano venga scartato, che un migrante resti clandestino per una legge che non funziona», ha affermato. Un passaggio specifico è stato poi dedicato alle donne: «la cura in questo Paese non è riconosciuta come un valore sociale ma come un dovere delle donne. Troppe finiscono fuori dal mercato del lavoro proprio nel momento della massima espressione professionale».

Anche su sicurezza e stipendi, il messaggio è stato chiaro: «la Lombardia produce oltre il 20% del PIL nazionale e Brescia traina la ripresa, ma dietro le percentuali ci sono le persone. Questo motore non deve logorare chi lo tiene acceso», ha dichiarato, ricordando i dati drammatici dei morti sul lavoro: «164 morti lo scorso anno, già 19 quest’anno. Ogni tre giorni nella nostra Regione una persona muore per colpa del lavoro. Questo non è progresso, è una sconfitta collettiva». Parlando di retribuzioni, ha poi continuato: “una busta paga che si esaurisce al 15 del mese non è uno stipendio, è un insulto alla fatica. Dobbiamo contrastare la precarietà, che qualcuno chiama flessibilità, ma che per noi è solo l’incertezza della vita», aggiungendo che la dignità passa anche attraverso il rispetto del tempo libero e della vita privata: “è un diritto vivere la domenica e non vedere la propria vita privata sacrificata sull’altare di un consumo senza sosta. Il lavoro deve essere parte della vita, non la sua totalità“.

Uno spazio è stato dedicato all’impatto delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale, uno dei temi richiamati anche nel titolo del Primo Maggio 2026 “Lavoro dignitoso – contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale“. La Segretaria ha chiarito che il sindacato non è ostile all’innovazione, ma ne pretende una gestione umana e partecipata: “la dignità umana non è gestita con un algoritmo. Se l’intelligenza artificiale può aiutarci a lavorare meglio, ben venga, ma se deve servire per controllare, escludere o sostituire senza progettualità, allora diciamo un no fermo. L’innovazione non può essere una scorciatoia per ridurre i diritti“. In questo scenario, la contrattazione è lo strumento per governare il cambiamento senza lasciare indietro nessuno: “la dignità del lavoro la garantiamo noi, CGIL, CISL e UIL, insieme alle nostre Categorie, coi contratti che sottoscriviamo. Su una cosa, insieme, siamo stati fermi: i contratti buoni sono quelli sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale“. Il sindacato dice quindi no a ogni forma di dumping: “no a scorciatoie che finiscano per equiparare contratti ‘forti’ e contratti di dumping e da questo non ci sposteremo“.

In chiusura, un appello è stato rivolto ai giovani, affinché diventino protagonisti del cambiamento: “ai ragazzi non dobbiamo chiedere di adattarsi al mondo che gli abbiamo lasciato. Vi chiedo di sfidarci: il sindacato ha bisogno della vostra critica, della vostra passione e della vostra visione. Non deve essere il custode del passato, ma il cantiere del vostro futuro“, ha concluso Roberta Vaia, riaffermando l’impegno di CGIL, CISL e UIL nel garantire che il lavoro torni a essere, come previsto dalla Costituzione, “il fondamento della nostra libertà“.

Buon Primo Maggio a chi lavora, a chi cerca lavoro, a chi sogna un lavoro che dia dignità alla vita, a
chi lotta per un futuro più giusto. Buon Primo Maggio a tutti noi
“.