Il futuro della transizione passa anche da competenze, partecipazione e coesione sociale
Oggi parliamo di energia, ma in realtà stiamo parlando di qualcosa di ancora più grande, stiamo parlando della capacità dell’Europa e dell’Italia di governare le tecnologie, le risorse e le trasformazioni da cui dipenderanno il lavoro, la competitività e la democrazia dei prossimi decenni.
È da questa domanda che è partito il convegno promosso da CISL Lombardia nella splendida cornice della Sala Maestoso di CityLife Anteo a Milano, dedicato a uno dei temi più strategici del nostro tempo: il futuro energetico del Paese e il suo impatto su imprese, famiglie, lavoro e territori.
Ad aprire i lavori è stato Fabio Nava – Segretario Generale CISL Lombardia, che ha proposto una riflessione che va oltre il tema delle fonti energetiche e riguarda la capacità stessa delle classi dirigenti di governare il cambiamento. Perché la vera sfida non è scegliere una tecnologia, la vera sfida è capire se sapremo costruire un Paese capace di decidere, investire, formare competenze e trasformare le opportunità in realtà. “Per troppo tempo abbiamo raccontato il ritardo italiano come un problema di risorse. Oggi scopriamo che spesso le risorse ci sono, le tecnologie ci sono, i capitali ci sono. Ciò che troppo spesso manca è la capacità di trasformare una possibilità in una decisione e una decisione in una realizzazione. La politica energetica non può più essere il luogo del perenne rinvio. L’energia non è soltanto una questione tecnica, è una questione economica, sociale e democratica. La vera domanda non è quale tecnologia vincerà, la vera domanda è se avremo ancora la capacità di governare la potenza che stiamo generando. La vera autonomia energetica non nasce soltanto dalle fonti, nasce dalla conoscenza. Il Paese che investe nelle competenze investe nella forma più duratura di sicurezza energetica, industriale e sociale. La Lombardia ha una responsabilità particolare. Non basta crescere, dobbiamo costruire uno sviluppo che redistribuisce. Se l’energia abbassa i costi ma non migliora salari, lavoro, competenze e qualità della vita, allora quello sviluppo resta incompleto. Abbiamo bisogno di una transizione civile, non soltanto energetica. Una transizione che tenga insieme innovazione e dignità, competitività e coesione, tecnologia e democrazia”.
Un confronto ad alto livello
La mattinata, moderata da Fabio Maritano – Caporedattore Centrale del TGR Lombardia, è proseguita con l’analisi delle politiche regionali insieme a Massimo Sertori – Assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica di Regione Lombardia e con lo sguardo globale di Stefano Besseghini – Past President ARERA.
Il confronto ha visto sedersi allo stesso tavolo istituzioni, sindacato e grandi player energetici, nella consapevolezza che nessuna transizione può essere governata da sola. Hanno partecipato Sebastiano Tripoli – Segretario Generale FEMCA CISL, Amedeo Testa – Segretario Generale FLAEI CISL, Claudio Farina – Chief Strategic Studies & Innovation Officer SNAM, Fabrizio Iaccarino – Responsabile Affari Istituzionali Italia ENEL e Alessio Mariotti – Responsabile Business Transformation Office A2A.
Le conclusioni sono state affidate a Daniela Fumarola – Segretaria Generale CISL Nazionale, che ha ribadito la centralità della persona, della partecipazione e della responsabilità condivisa nelle scelte che guideranno lo sviluppo del Paese.
La transizione non è soltanto una sfida tecnologica, è una sfida civile. Perché senza fiducia le transizioni dividono, con la fiducia, invece, diventano progresso condiviso.
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