Ci sono luoghi che interrogano le coscienze prima ancora delle opinioni. Lampedusa è uno di questi

Ci sono luoghi che interrogano le coscienze prima ancora delle opinioni. Lampedusa è uno di questi

In occasione dell’iniziativa promossa dalla FILCA CISL Sicilia sul tema della legalità e dei cantieri, Fabio NavaSegretario Generale della CISL Lombardia, ha visitato questa mattina alcuni dei luoghi simbolo dell’isola insieme a Daniela FumarolaSegretaria Generale della CISL e a Ottavio De LucaSegretario Generale della FILCA CISL.

Dalla Porta d’Europa al monumento che ricorda le vittime del mare, fino all’hotspot dove viene garantita la prima assistenza alle persone che approdano sull’isola, ogni tappa racconta una storia fatta di persone: di chi affronta viaggi drammatici e di chi ogni giorno sceglie di accogliere, assistere e prendersi cura degli altri. Più di ogni altra cosa, restano impressi i volti dei tanti giovani e degli operatori che svolgono il proprio lavoro con professionalità, rispetto e vicinanza umana. Donne e uomini che, lontano dai riflettori, rendono concreta l’accoglienza e testimoniano il valore della solidarietà attraverso gesti quotidiani spesso silenziosi.

Ma c’è un’immagine che accompagnerà il ritorno da questa giornata: mentre lasciavamo l’hotspot, alcuni ragazzi arrivati sull’isola nelle ultime ore ci hanno salutato con la mano. Un gesto semplice, pochi secondi appena, eppure sufficienti a ricordare che Lampedusa non è soltanto un luogo di confine, è un luogo in cui le persone si incontrano, si riconoscono, si guardano negli occhi. Dove dietro ogni sbarco, ogni numero e ogni notizia ci sono storie, volti e speranze che meritano rispetto.

Per la CISL Lombardia, parlare di legalità significa anche questo: riconoscere la dignità di ogni persona, valorizzare il lavoro di chi si prende cura degli altri e costruire comunità capaci di tenere insieme responsabilità, sicurezza e umanità. Da Lampedusa arriva una lezione che non riguarda soltanto un’isola, riguarda tutti noi. Perché una comunità si misura anche dalla capacità di non abituarsi mai all’umanità dell’altro. La nostra bussola resta una sola: le persone.