Euronote giugno 2026 | I sindacati europei chiedono un’Europa diversa
L’appello alla manifestazione di Madrid e in una lettera alle istituzioni dell’Ue
«In tutta Europa le persone lavorano più duramente che mai, ma faticano ad arrivare a fine mese. Troppi affrontano insicurezza, salari bassi e un futuro incerto, mentre la disuguaglianza continua ad aumentare. Allo stesso tempo, le iniziative di deregolamentazione delle istituzioni europee indeboliscono le tutele e mettono i lavoratori a maggior rischio». Queste le considerazioni che hanno portato oltre 10.000 lavoratori a manifestare a Madrid lo scorso 18 giugno, chiedendo all’Ue posti di lavoro di qualità, giustizia sociale e pace, ed esprimendo totale disappunto per la deregolamentazione e l’austerità. Su iniziativa della Confederazione europea dei sindacati (Ces) e delle organizzazioni sindacali spagnole, CCOO e UGT, lavoratori, attivisti e dirigenti sindacali di tutta Europa si sono riuniti per chiedere ai leader europei, in occasione del Consiglio europeo del 18-19 giugno, di cambiare rotta: «Abbandonare le politiche e le iniziative di austerità e deregolamentazione e seguire invece un approccio basato su investimenti, posti di lavoro di qualità, giustizia sociale e crescita sostenibile». Un approccio «pro-investimento» che, sottolinea la Ces, «ha permesso alla Spagna di crescere tre volte più velocemente del resto dell’Eurozona». Chiaro il messaggio lanciato ai governi dell’Ue dalla segretaria generale della Ces, Esther Lynch: «Smettetela di assecondare le fantasie di deregolamentazione delle grandi imprese e seguite l’esempio dell’economia europea con le migliori performance, aumentando salari e investimenti. La Spagna è diventata l’economia di maggior successo in Europa perché ha rotto con le fallimentari politiche di austerità. Il suo successo dimostra che un’altra Europa non è solo possibile, ma necessaria e urgente per creare crescita con posti di lavoro di qualità in aziende di successo e servizi pubblici».
Lavoro di qualità e no alla deregolamentazione
Secondo i sindacati europei, il tipo di Europa di cui i lavoratori hanno bisogno deve garantire: posti di lavoro di qualità, che consentano di vivere dignitosamente; sicurezza e rispetto sul lavoro, salari equi e un futuro sicuro; un’economia che funzioni non solo per pochi; alloggi adeguati, dignitosi e accessibili per tutti; la difesa della pace, del multilateralismo e del diritto internazionale; il rifiuto dell’austerità e della deregolamentazione, che mina i diritti e le tutele dei lavoratori. «La creazione di posti di lavoro di qualità e la salvaguardia dei posti di lavoro a rischio, non solo sono compatibili con la crescita economica, ma la favoriscono» sostiene la Ces in una lettera inviata alle istituzioni dell’Ue, invitandole ad agire su alcuni punti.
Innanzitutto l’adozione di una «solida legge» sui posti di lavoro di qualità, con una legislazione vincolante che dovrebbe includere normative «sull’intelligenza artificiale sul lavoro, sul telelavoro e sul diritto alla disconnessione, sui rischi psicosociali, sulla violenza di genere e sulle molestie sul lavoro, su una transizione giusta, sul subappalto e sull’intermediazione del lavoro, nonché affrontare il lavoro precario e garantire un lavoro sicuro». Poi «rifiutare l’agenda della deregolamentazione, e in particolare la proposta della Commissione per un 28° regime Eu Inc.», quadro giuridico societario europeo semplificato: la Ces chiede che il regolamento proposto non proceda nella sua forma attuale e che l’intenzione di non avere effetti negativi sui diritti dei lavoratori sia «supportata da chiare disposizioni giuridiche». Secondo la Ces, «senza garanzie vincolanti e applicabili per proteggere i sistemi nazionali di diritto del lavoro, i contratti collettivi, i diritti sindacali e i diritti di partecipazione e cogestione dei lavoratori, la proposta costituisce una minaccia inaccettabile per il modello sociale europeo».
Investimenti per il progresso economico e sociale
I sindacati europei ritengono che l’Europa abbia bisogno di un bilancio più ambizioso e di risorse aggiuntive, «non di nuovi compromessi tra investimenti sociali e altre priorità strategiche». Secondo la Ces è necessario garantire che il Quadro finanziario pluriennale assicuri gli investimenti necessari per il progresso economico e sociale e tuteli il Fse+ come fondo separato con risorse maggiori, mentre «i finanziamenti dovrebbero essere accompagnati da condizionalità sociali, per promuovere posti di lavoro di qualità e la contrattazione collettiva». I costanti allarmi lanciati dai sindacati sui danni causati dai «cronici sottoinvestimenti» portano la Ces a chiedere una riforma del quadro di governance economica, in modo da fornire agli Stati membri lo spazio fiscale necessario per investire nella salvaguardia dei sistemi di protezione sociale e dei servizi pubblici. Così come si ritiene necessaria una riforma delle norme sugli appalti pubblici, «che garantisca che il denaro pubblico vada a organizzazioni che rispettino i diritti dei lavoratori e dei sindacati, che negozino con i sindacati e i cui lavoratori siano coperti da contratti collettivi», non più quindi assegnazioni di contratti pubblici basate esclusivamente sul prezzo più basso. La Ces chiede anche di attuare una politica industriale forte, «con investimenti rafforzati, condizionalità sociali e “Made in Europe” con manodopera sindacalizzata». Un Made in Europe, sostengono i sindacati europei, che «deve significare posti di lavoro di qualità in Europa, con salari dignitosi, diritti solidi e contratti collettivi che garantiscano ai lavoratori di partecipare al successo che contribuiscono a creare». Secondo la Ces dovrebbe essere istituito uno strumento europeo permanente, tipo il meccanismo Sure, per proteggere l’occupazione e i redditi durante le crisi e le transizioni. Servizi pubblici di qualità, universali, accessibili a tutti e basati sui diritti «costituiscono la spina dorsale del modello sociale europeo e una delle componenti essenziali per un rinnovato contratto sociale» sostiene poi la Ces, secondo cui garantire servizi pubblici di alta qualità «è una condizione necessaria affinché l’Europa raggiunga i suoi obiettivi di progresso economico e sociale e per attuare pienamente il Pilastro europeo dei diritti sociali». Infine i sindacati europei hanno espresso «profonda preoccupazione» per la situazione geopolitica e l’escalation di conflitti in corso, ricordando che «la sicurezza deve essere costruita sulla diplomazia, sulla prevenzione dei conflitti e sul progresso sociale, non sull’escalation militare» e che «non c’è pace duratura senza giustizia sociale e rispetto dei diritti dei lavoratori».
