Costruire futuro in un tempo che rischia di perdere fiducia | Consiglio Generale CISL Lombardia: partecipazione, responsabilità e comunità per governare il cambiamento

Costruire futuro in un tempo che rischia di perdere fiducia | Consiglio Generale CISL Lombardia: partecipazione, responsabilità e comunità per governare il cambiamento

Martedì 23 giugno 2026 si è svolto a Milano, nella nuova sede della UST Milano Metropoli, il Consiglio Generale della CISL Lombardia. Una scelta che non ha avuto soltanto un significato organizzativo, ma anche profondamente politico e sindacale. Portare il principale momento di confronto della CISL regionale dentro una delle sue sedi territoriali significa riaffermare una convinzione semplice: la CISL Lombardia non è soltanto la sua struttura regionale, è l’insieme delle sue Unioni Territoriali, delle Federazioni, dei Servizi, delle migliaia di donne e uomini che ogni giorno incontrano lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, giovani, famiglie e cittadini. Una scelta coerente con l’idea di confederalità che attraversa l’intera organizzazione: non una formula organizzativa, ma una relazione viva tra persone, territori e comunità.

Da qui è partita la relazione del Segretario Generale Fabio Nava, una relazione costruita attorno a una domanda che, prima ancora di riguardare il sindacato, interroga il Paese: “che futuro stiamo rendendo possibile per le persone?”. Una domanda che attraversa il lavoro, l’economia, la politica, la tecnologia, la sanità, la demografia e che oggi assume un significato ancora più profondo in un mondo segnato da guerre, tensioni geopolitiche, transizione energetica, intelligenza artificiale e trasformazioni sociali sempre più rapide. “Non possiamo confondere il movimento con la direzione”, ha sottolineato Nava. Per questo il compito di un sindacato non è rincorrere ogni cambiamento, ma aiutare le persone a comprenderlo, governarlo e orientarlo.

La sfida del nostro tempo: ricostruire fiducia

Il filo conduttore dell’intera relazione è stato il tema della fiducia. Perché la vera linea di frattura che attraversa oggi le nostre società non passa soltanto tra destra e sinistra, tra pubblico e privato o tra capitale e lavoro, passa sempre più tra chi riesce ancora a immaginare il proprio futuro e chi sta lentamente smettendo di farlo. È una questione che riguarda i giovani che lasciano il Paese, le famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese, i lavoratori che vedono cambiare il proprio mestiere, gli anziani che temono la solitudine, le comunità che rischiano di perdere punti di riferimento. Per questo, secondo la CISL Lombardia, la risposta alle grandi trasformazioni non può essere la paura, deve essere la partecipazione.

Partecipazione: una parola che parla di futuro

Uno dei passaggi centrali della relazione ha riguardato proprio la partecipazione. Non come slogan, non come tema accessorio, ma come strumento attraverso il quale governare il cambiamento: “la partecipazione è l’idea che le persone non debbano subire le decisioni che cambiano la loro vita, ma contribuire a costruirle”. Da qui il richiamo alla legge sulla partecipazione promossa dalla CISL e al lavoro che continua nei luoghi di lavoro, nella contrattazione e nelle relazioni industriali. Un tema che trova oggi ulteriore conferma nella piattaforma unitaria sottoscritta da CGIL, CISL e UIL su rappresentanza e contrattazione.

Per Nava si tratta di un passaggio importante non soltanto for il sindacato, ma per il Paese, perché rimette al centro alcuni temi che la CISL sostiene da anni: rappresentanza certificata, contrasto ai contratti pirata, qualità della contrattazione, formazione, sicurezza e partecipazione. “I salari si rafforzano rendendo più forte la contrattazione, non sostituendola”, una convinzione che continua a rappresentare uno degli elementi distintivi dell’identità CISL.

Giovani, salari e lavoro: il futuro non può essere preso in prestito

Ampio spazio è stato dedicato alla questione salariale e alla condizione delle nuove generazioni. I dati AlmaLaurea che mostrano come molti laureati all’estero possano ottenere retribuzioni significativamente più elevate rispetto ai coetanei rimansti in Italia non rappresentano soltanto un indicatore economico, raccontano un problema più profondo.

Non possiamo limitarci a misurare quanti giovani se ne vanno, dobbiamo chiederci perché, per molti di loro, restare sembri meno conveniente che partire”.

Per la CISL Lombardia la sfida non consiste nel trattenere i giovani con misure episodiche, consiste nel costruire un Paese capace di offrire salari dignitosi, lavoro di qualità, possibilità di crescita, partecipazione e fiducia. Perché il capitale umano non si difende con la nostalgia, si difende costruendo futuro.

Una Lombardia forte che deve restare abitabile

La relazione ha dedicato una particolare attenzione alla Lombardia: i dati del recente Rapporto della Banca d’Italia confermano la solidità del sistema economico regionale, ma la crescita, da sola, non basta. Conta come viene distribuita, conta se genera opportunità, conta se permette ai giovani di restare, conta se sostiene le persone più fragili.

La vera sfida non è soltanto produrre ricchezza, è fare in modo che quella ricchezza resti abitabile”. Da qui il richiamo alla qualità del lavoro, alla casa, alle competenze, alla transizione energetica e alla necessità di trasformare l’innovazione in sviluppo condiviso.

La cura come infrastruttura sociale

Tra i passaggi più intensi della relazione, quelli dedicati alla sanità e alla demografia. La discussione sui medici di famiglia, sulle Case di Comunità e sul Piano Anziani è stata letta dentro una prospettiva più ampia: “la vera infrastruttura strategica non sono gli edifici, sono le persone”. Una riflessione che riguarda la sanità, ma anche la scuola, la Pubblica Amministrazione e tutte le professioni della cura. Perché nessuna riforma cammina sulle leggi, nessuna riforma cammina sugli edifici: le riforme camminano sempre sulle persone. In una società che invecchia, il tema non è soltanto aumentare i servizi. È rafforzare relazioni, prossimità e comunità. Perché una società che vive più a lungo ha bisogno di più cura e la cura, prima ancora di essere una prestazione, è una relazione.

Un sindacato che tiene insieme

Nelle conclusioni, Nava ha richiamato il ruolo della CISL in una società sempre più attraversata da frammentazioni e polarizzazioni: “in un Paese che si divide, noi abbiamo imparato a tenere insieme”. Tenere insieme lavoro e impresa, giovani e anziani, innovazione e diritti, competitività e dignità, sviluppo e coesione. È questa la funzione che la CISL Lombardia rivendica per sé: non quella di alimentare contrapposizioni, ma di costruire relazioni, responsabilità condivise e soluzioni concrete. Perché, come ricordato in chiusura della relazione, il futuro non si costruisce da soli. E la forza della CISL non sta soltanto nelle sue strutture o nei suoi organismi, sta nelle persone che ogni giorno, nei territori, tengono aperti presidi di comunità, ascolto e rappresentanza. Con una bussola che resta la stessa di sempre: essere liberi e responsabili, al servizio delle persone e di una grande CISL.