IAL Lombardia, Fabio Nava: «la Lombardia non ha bisogno solo di competenze, ha bisogno di accompagnamento»
«La Lombardia non ha bisogno soltanto di più competenze, ha bisogno di più accompagnamento e IAL è chiamato a diventare sempre più una infrastruttura sociale delle transizioni, capace di aiutare persone, lavoratori, imprese e territori ad attraversare il cambiamento senza essere lasciati soli». È questo il messaggio che Fabio Nava – Segretario Generale della CISL Lombardia, ha affidato all’Assemblea dei Soci di IAL Lombardia, riunita per l’approvazione del Bilancio 2025.
Nel suo intervento, Nava ha anzitutto espresso gratitudine per il lavoro svolto dalle lavoratrici e dai lavoratori, dai formatori, dagli operatori, dalla direzione e dagli organismi di governance dell’ente, sottolineando come i risultati raggiunti siano il frutto di professionalità, passione e capacità di innovazione, ma il cuore della riflessione è andato oltre i numeri: «i dati che abbiamo esaminato – ha affermato – raccontano una realtà che continua a crescere e ad evolversi. Non vediamo soltanto un ente che eroga formazione, vediamo una organizzazione che accompagna le persone nelle transizioni sempre più complesse del nostro tempo: dall’ingresso nel mercato del lavoro all’aggiornamento professionale, dalla riqualificazione all’inclusione delle persone più fragili».
Secondo Nava, la Lombardia sta vivendo una fase di profonde trasformazioni, segnata dall’intelligenza artificiale, dai cambiamenti demografici, dalle transizioni tecnologiche e dalla crescente difficoltà delle imprese nel reperire competenze adeguate: «le opportunità spesso esistono, le imprese cercano lavoratori, i giovani cercano futuro, le persone cercano nuove possibilità. Il problema è che troppo spesso queste opportunità e queste persone non riescono a incontrarsi, è qui che emerge il valore dell’accompagnamento e il ruolo strategico di realtà come IAL».
Nel suo intervento il Segretario ha inoltre richiamato la necessità di considerare la formazione come una delle grandi infrastrutture dello sviluppo: «quando pensiamo alle infrastrutture immaginiamo strade, ferrovie, reti energetiche o digitali. Oggi dobbiamo aggiungere una nuova infrastruttura fondamentale: le competenze delle persone. Senza competenze non c’è innovazione, non c’è produttività, non c’è partecipazione. E se non si muovono le persone, non si muove nemmeno l’economia». La conclusione della stagione straordinaria legata al PNRR e l’evoluzione delle politiche pubbliche richiederanno infatti nuove capacità di adattamento e una crescente attenzione alla formazione continua, alle politiche attive del lavoro e ai servizi di accompagnamento.
«Nelle fasi ordinarie basta amministrare bene, nelle fasi di discontinuità serve visione, oggi siamo dentro una fase di discontinuità e il tema non è difendere l’esistente, ma scegliere la direzione». Per Nava, questa direzione passa anche da un rafforzamento del rapporto tra IAL e l’intero sistema CISL Lombardia: «serve più intreccio, più collaborazione, più progettazione condivisa. Le Federazioni conoscono i mestieri che cambiano, i territori conoscono i bisogni delle comunità, IAL conosce le competenze e le transizioni delle persone: quando questi saperi si incontrano, si costruisce una vera politica del lavoro». Da qui la proposta lanciata all’Assemblea: fare evolvere sempre più IAL in una “piattaforma confederale delle transizioni”, capace di connettere persona, lavoro, impresa, territorio e comunità: «se vogliamo continuare a rappresentare il lavoro che cambia, non possiamo limitarci a presidiare i luoghi dove il lavoro esiste già. Dobbiamo abitare anche i luoghi dove il lavoro nasce: dove nasce una competenza, una professionalità, una opportunità».
L’intervento si è concluso con una riflessione che sintetizza il senso della missione di IAL e della CISL Lombardia in questa fase storica: «la nostra missione è fare in modo che nessuno attraversi il cambiamento da solo. Perché, alla fine, il nostro compito non è formare persone per il mondo che verrà, il nostro compito è fare in modo che il mondo che verrà abbia ancora bisogno delle persone».









