Geopolitica e lavoro, Fabio Nava al Consiglio Generale della FAI CISL Lombardia: «competitivi, per che cosa?»

Geopolitica e lavoro, Fabio Nava al Consiglio Generale della FAI CISL Lombardia: «competitivi, per che cosa?»

Rapporto tra geopolitica e lavoro: al Consiglio generale della FAI CISL Lombardia, una riflessione sul rapporto tra geopolitica e lavoro. Al centro salari, sicurezza, giovani, filiere agroalimentari e partecipazione, per uno sviluppo capace di migliorare concretamente la vita delle persone.

Le tensioni geopolitiche non riguardano soltanto i rapporti tra gli Stati. Le loro conseguenze arrivano nelle imprese, nei territori e nelle case delle persone, incidendo sui prezzi, sugli investimenti e sulle prospettive di lavoro.

È da questo legame tra scenari internazionali e vita quotidiana che Fabio Nava, Segretario Generale della CISL Lombardia, ha sviluppato le conclusioni al Consiglio Generale della FAI CISL Lombardia, che si è svolto il 13 ottobre 2026 a Milano, nella Sala Antoniazzi, con un approfondimento dedicato alle ricadute dei conflitti geopolitici sull’economia nazionale e mondiale. «È lì che la geopolitica incontra il nostro mestiere», ha sottolineato Nava, evidenziando una responsabilità decisiva per il sindacato: non limitarsi a intervenire quando una crisi ha già prodotto i suoi effetti, ma acquisire la capacità di leggere e anticipare i cambiamenti.

Geopolitica e lavoro: governare i cambiamenti senza lasciare sole le persone

La velocità delle trasformazioni economiche e tecnologiche non coincide con i tempi necessari alle persone per costruire il proprio futuro. Imparare un mestiere, formare una famiglia, acquistare una casa e prendersi cura di una persona anziana richiedono stabilità, fiducia e prospettive. Per Nava, non si può continuare a chiedere soltanto ai lavoratori di adattarsi. Anche le istituzioni, le imprese e l’organizzazione del lavoro devono diventare capaci di rispondere ai bisogni delle persone.

Contrattazione, welfare, formazione e partecipazione rappresentano strumenti fondamentali per distribuire più equamente i rischi delle trasformazioni e consentire ai lavoratori di incidere sulle decisioni prima che diventino irreversibili. In questo quadro si colloca anche la necessità di rafforzare l’autonomia strategica europea, riducendo le dipendenze energetiche, tecnologiche e produttive che possono trasformarsi in fattori di vulnerabilità economica e sociale.

Filiere agroalimentari: qualità delle produzioni e dignità del lavoro

Per i settori rappresentati dalla FAI CISL, le trasformazioni globali hanno conseguenze particolarmente concrete. Agricoltura, industria alimentare, pesca, acquacoltura, forestazione e gestione del territorio sono attività essenziali per la sicurezza alimentare, la tutela delle risorse e la vita delle comunità. La solidità delle filiere agroalimentari deve accompagnarsi alla qualità dell’occupazione. Non è sufficiente valorizzare l’eccellenza delle produzioni senza riconoscere adeguatamente il lavoro delle persone che le rendono possibili.

Salute e sicurezza, legalità, contrasto allo sfruttamento e al caporalato, formazione e giuste retribuzioni devono quindi essere parte integrante delle strategie di sviluppo. Anche le transizioni ambientali richiedono investimenti, tempi realistici e strumenti di accompagnamento, affinché la tutela dell’ambiente e quella del lavoro procedano insieme.

Giovani e lavoro in Lombardia: creare le condizioni per restare

Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato il futuro delle nuove generazioni e la capacità della Lombardia di trattenere e valorizzare le competenze. La disponibilità di opportunità professionali, da sola, non basta se i salari, il costo della casa e l’incertezza lavorativa rendono difficile costruire un progetto di autonomia.

«Un territorio non è davvero attrattivo soltanto quando le persone vogliono arrivarci. Lo è quando possono permettersi di restare», ha osservato Nava.

La sfida riguarda anche il ricambio generazionale nelle filiere produttive, la trasmissione dei saperi professionali e la qualità del lavoro offerto ai giovani. Analoga attenzione deve essere dedicata ai lavoratori migranti, che non possono essere considerati soltanto una risposta alla carenza di manodopera. L’integrazione richiede lavoro regolare, riconoscimento delle competenze, sicurezza, accesso ai servizi e possibilità di partecipare pienamente alla vita delle comunità.

Salari, contrattazione e intelligenza artificiale: il valore della partecipazione

La qualità dello sviluppo dipende anche dalla capacità di rafforzare le relazioni industriali. Nava ha richiamato l’importanza dei rinnovi contrattuali, della contrattazione di secondo livello, del contrasto al dumping e della tutela del potere d’acquisto, distinguendo il sostegno fiscale ai redditi dagli aumenti salariali che devono derivare dalla contrattazione.

In Lombardia, il valore concreto di una retribuzione deve essere considerato anche in rapporto al costo della vita, alla casa, alla mobilità e ai servizi.

Una particolare attenzione è stata dedicata all’intelligenza artificiale. Le nuove tecnologie possono migliorare l’efficienza delle imprese agroalimentari, ridurre gli sprechi e rendere più sicuri alcuni processi. Ma pongono anche interrogativi sulla distribuzione dei benefici dell’innovazione e sulla trasmissione delle competenze tra generazioni.

Come esempio di partecipazione concreta, Nava ha richiamato il recente rinnovo dell’accordo integrativo Parmalat, che rafforza informazione e consultazione sugli investimenti in intelligenza artificiale e sui possibili effetti occupazionali.

«La partecipazione non serve a rendere più accettabili decisioni già prese. Serve a contribuire a rendere migliori le decisioni prima che vengano prese». È questa la prospettiva nella quale la Legge sulla partecipazione promossa dalla CISL può contribuire a sviluppare relazioni industriali più avanzate, fondate su responsabilità condivise e capacità di anticipazione.

Libro Verde CISL e Patto sociale: una strategia per il futuro

Nella parte conclusiva, Nava ha richiamato il Libro Verde della CISL, presentato il 21 settembre, come contributo alla costruzione di una strategia capace di collegare crescita, lavoro, fisco, welfare, partecipazione e transizioni. L’obiettivo è superare la logica dell’emergenza permanente e costruire un Patto sociale fondato su priorità condivise, investimenti, risorse, tempi e impegni verificabili. Una prospettiva che riguarda anche le scelte della legge di bilancio per il 2027: affrontare le urgenze è necessario, ma occorre contemporaneamente costruire le condizioni per ridurre le fragilità future.

“Competitivi, per che cosa?”. Lo sviluppo deve generare benessere

È questa la domanda con la quale il segretario generale della CISL Lombardia ha ricondotto le grandi trasformazioni economiche al loro significato sociale. La competitività è indispensabile per sostenere imprese, occupazione e welfare. Ma non può essere valutata soltanto attraverso produzione, esportazioni e investimenti. Deve essere misurata anche dalla capacità di generare salari adeguati, sicurezza, tempo per le famiglie e prospettive per le nuove generazioni.

Per la Lombardia, la sfida è trasformare la propria forza economica in una maggiore capacità di offrire futuro alle persone.

Il sindacato è chiamato a difendere i diritti e, nello stesso tempo, a contribuire alla costruzione delle condizioni che permettano ai lavoratori di affrontare i cambiamenti senza essere lasciati soli. Un impegno che Nava ha sintetizzato nel messaggio conclusivo: «in un mondo che torna a misurare la forza degli Stati, noi dobbiamo continuare a costruire la forza delle persone».

Crediti photogallery: Lorenzo Albertini