Immigrazione, Dino Perboni: «governare il fenomeno partendo dalle buone prassi. Il nostro futuro è una società multiculturale fondata sui valori della Costituzione»
Presentato a Milano il Dossier Statistico Immigrazione 2026 di IDOS, sostenuto da ANOLF, CGIL, CISL e UIL Lombardia. In Lombardia gli stranieri residenti sono 1,26 milioni, il 12,5% della popolazione.
Si è tenuta martedì 27 ottobre a Casa Emergency, a Milano, la presentazione lombarda del Dossier Statistico Immigrazione 2026, curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS con il sostegno di ANOLF, CGIL, CISL e UIL Lombardia.
Dopo i saluti di Rossella Miccio – Presidente di Emergency, e di Lamberto Bertolè – Assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano, Antonio Ricci ed Eleonora Miaci di IDOS hanno illustrato i contenuti del rapporto.
Sono intervenuti Maurizio Ambrosini (Università degli Studi di Milano), Anna Granata (Università di Milano Bicocca) e i Segretari Regionali di CGIL, CISL e UIL, Ivan Comotti, Dino Perboni ed Eleonora Di Prisco.
I lavori sono stati coordinati da Maurizio Bove – Presidente di ANOLF Lombardia e Referente Politiche Migratorie CISL Lombardia.
Immigrazione in Lombardia: i dati del Dossier 2026
Al 31 dicembre 2025 i cittadini stranieri residenti in Lombardia sono 1.257.557, il 12,5% della popolazione regionale, contro una media nazionale del 9,4%. Nel 2025 la crescita è stata di 36.037 unità (+3,0%), il doppio rispetto al 2024. Senza le 52.558 acquisizioni di cittadinanza italiana registrate nell’anno, l’aumento sarebbe stato molto più ampio. Si tratta di una popolazione giovane: i minori sono il 20,1% degli stranieri residenti (14,2% tra gli italiani), mentre gli over 64 sono il 6,1% (26,8% tra gli italiani).
Nella scuola, nell’anno scolastico 2024/2025, gli studenti con cittadinanza non italiana sono 236.347, il 17,9% degli iscritti. Due su tre (il 67%) sono nati in Italia. In dieci anni gli iscritti complessivi sono calati del 6,5%, mentre gli studenti stranieri sono cresciuti del 17,2%. Resta però una forte polarizzazione dei percorsi: solo il 28% degli studenti stranieri frequenta un liceo, contro il 42,2% negli istituti tecnici e il 29,8% nei professionali.
Sul fronte del lavoro, gli occupati stranieri sono circa 610mila, il 13,4% del totale. Il tasso di occupazione è del 65,3% (70,3% per gli italiani) e quello di disoccupazione del 5,5%, più che doppio rispetto agli italiani (2,5%). Il 31,2% dei lavoratori stranieri svolge mansioni non qualificate e la Lombardia ha la più alta incidenza nazionale di non comunitari tra i lavoratori a tempo determinato (27,3%). Allo stesso tempo la domanda di manodopera è molto forte: nel 2025 la Lombardia ha il primato nazionale per ingressi programmati di personale straniero, oltre 301.000.
Dino Perboni: lavoro e integrazione al centro delle politiche migratorie
Nel suo intervento il Segretario Regionale della CISL Lombardia, Dino Perboni, ha letto i dati del Dossier a partire da un punto fermo: l’immigrazione è una componente strutturale della nostra società, non un fenomeno emergenziale, ed è un dato della storia. Senza immigrazione e senza immigrati – ha ricordato – interi settori della nostra economia (edilizia, ristorazione, lavoro di cura) non reggerebbero.
La sfida per il sindacato, ha spiegato Perboni, è promuovere un lavoro dignitoso, sicuro e adeguatamente retribuito, contrastando lo sfruttamento e valorizzando le professionalità. Il lavoro è un fondamentale volano di integrazione e uno strumento di inserimento sociale, oltre che un principio di cittadinanza, ma da solo non basta. Servono politiche che garantiscano accesso alla casa, ai servizi, al credito, alla formazione e alla piena partecipazione alla vita delle comunità.
Dalle buone prassi a percorsi concreti di integrazione
Oggi, ha osservato il Segretario, le politiche pubbliche italiane si concentrano sul contenimento degli accessi e sulla programmazione dei flussi per lavoro, senza una riflessione sul percorso di integrazione. Da qui l’indicazione di partire dalle buone prassi, da cui ricavare indirizzi e strade per politiche pubbliche che governino il processo migratorio in una prospettiva di integrazione. Perboni ha richiamato gli elementi raccolti nel Progetto Integra e Progetto Senegal:
- percorsi di ingresso legati al lavoro, prima della partenza;
- lavoro di rete tra istituzioni, associazioni e Terzo settore per le offerte di lavoro;
- formazione linguistica, civica e professionale in preparazione all’ingresso;
- lavoro dignitoso come strumento di inserimento sociale e principio di cittadinanza;
- accoglienza e abitazione;
- sportello amministrativo;
- promozione dei processi di partecipazione.
Le buone prassi, ha spiegato, vanno valorizzate non solo perché funzionano e sono testate, ma perché spostano il focus dagli aspetti ideologici e dai pregiudizi ai risultati concreti, a soluzioni praticabili e propositive. Il sindacato, attraverso la contrattazione, la rappresentanza e la propria presenza nei territori, può contribuire a costruire percorsi concreti di cittadinanza.
Costruire una società multiculturale fondata sui valori della Costituzione
«Dal 1986, con la legge Foschi, alla Bossi-Fini del 2002 – ha concluso – è cambiata la cultura e la percezione del processo migratorio. Il tema va affrontato nel dibattito pubblico e politico partendo dalle buone prassi, dagli strumenti appresi sul campo che funzionano. Il nostro futuro passa dalla costruzione di una società multiculturale che si riconosce nel complesso di valori comuni indicati dalla Costituzione».











Leggi il comunicato stampa completo:
Scopri di più su IDOS:
