Contratti: siglato l’accordo per settore energia e petrolio

Milano, 26.1.2017
          
Confindustria-Energia e i sindacati del settore Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil hanno raggiunto un accordo per il rinnovo del contratto dell’energia e del petrolio. L’intesa valida dal primo gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 interessa più di 37.000 lavoratori, dipendenti da 34 imprese, tra cui il Gruppo Eni, Snam Rete Gas, Saipem, Shell, Esso, Api, ecc. L’accordo prevede un aumento medio complessivo (minimi, produttività, welfare) di 97 euro. L’aumento medio  sui minimi di 70 euro  è distribuito in  due tranche: 1 febbraio 2017, 35 euro; 1 maggio 2018, 35 euro.
“Con questo contratto viene riconosciuta l’inflazione prevista ad oggi (2,7%) – commentano soddisfatti Emilio Miceli, Angelo Colombini, Paolo Pirani, rispettivamente segretari generali di Filctem, Femca, Uiltec – tale da difendere e salvaguardare il reddito dei lavoratori e il welfare contrattuale. Adesso – proseguono – ci dovremo confrontare con le aziende sullo sviluppo degli investimenti industriali per aumentare il tasso di conversione degli impianti, orientare la produzione verso carburanti più puliti, sollecitando le imprese a salvaguardare e sviluppare lavoro stabile e qualificato”. “L’intesa – dichiara inoltre Angelo Colombini – è propedeutica alla definizione di un contratto nazionale unico dell’Energia”. 
Elemento di novità contrattuale è l’utilizzo di quote di produttività (10 euro per 14 mensilità riferiti al 2017, più altri 10 euro per 14 mensilità nel 2018). Al termine della vigenza contrattuale, a giugno 2019 si procederà ad una verifica sullo scostamento del tasso di inflazione: se il dato risulterà eguale o superiore a quanto posto alla firma del rinnovo (2,7%) si procederà alla trasformazione sui minimi dei 20 euro. Se invece sarà inferiore si procederà all’adeguamento sui minimi di una percentuale del valore dei  20 euro, mentre la quota restante sarà stabilizzata sul premio di produttività. Sul fronte del welfare contrattuale sono previsti inoltre incrementi sulla previdenza complementare “Fondenergia” (+0,1% dal 1° gennaio 2018, a carico delle aziende) e sulla sanità integrativa “Fasie” (4 euro dal 1° gennaio 2017).