Euronote settembre 2026 | «L’alloggio non è solo merce, è un diritto»

Presentata una proposta di legge europea sull’edilizia abitativa a prezzi accessibili

I costi delle abitazioni nell’Ue sono diventati troppo elevati e l’accessibilità economica degli alloggi rappresenta un problema per il 51% degli europei che vivono in città. In molte aree metropolitane e località turistiche europee, una quota sempre più rilevante di abitazioni è destinata ad affitti a breve termine o comunque utilizzata con modalità che le escludono dal mercato degli affitti a lungo termine. Nel centro di Madrid, ad esempio, per ogni 100 abitazioni nel mercato degli affitti a lungo termine ce ne sono 40 destinate agli affitti a breve termine, una situazione simile a molte altre capitali e grandi città europee, tanto che si stima un aumento del 93% dell’attività di locazione a breve termine tra il 2018 e il 2024. A Malta, oltre il 60% degli affitti a breve termine è gestito da host con due o più annunci, cosa piuttosto diffusa nei luoghi molto frequentati per turismo o per studio. Oltre al problema degli affitti brevi, c’è però l’intero andamento dei prezzi di locazione a essere preoccupante, con affitti aumentati del 59% a Berlino, del 75% a Madrid e del 103% a Lisbona negli ultimi dieci anni, mentre in molte città europee una quota compresa tra il 20 e il 30 per cento delle abitazioni risulta sfitta.

La mancanza di alloggi a prezzi accessibili è così diventata una delle principali preoccupazioni degli europei, evidenziata anche da un recente sondaggio Eurobarometro secondo cui oltre la metà degli abitanti delle città considera l’alloggio un problema immediato e urgente.

Così, per supportare gli Stati membri dell’Ue e le città europee ad affrontare il problema dell’accessibilità e della disponibilità di alloggi, soprattutto nelle zone a maggior pressione, la Commissione europea ha presentato l’Affordable Housing Act, una proposta di legge sull’edilizia abitativa a prezzi accessibili. «L’alloggio non è solo una merce. È un diritto e un pilastro fondamentale della dignità umana. Gli europei dovrebbero avere la possibilità di trovare una casa conveniente e dignitosa nel luogo in cui desiderano costruire la loro vita. Mentre la costruzione e la ristrutturazione rimangono essenziali, abbiamo urgente bisogno di fare un uso migliore delle case che già abbiamo» ha dichiarato il commissario per l’Energia e l’Edilizia abitativa, Dan Jørgensen, presentando l’iniziativa e sostenendo che «la legge sull’edilizia abitativa a prezzi accessibili fornisce agli Stati membri e alle città gli strumenti per rendere disponibili abitazioni più abbordabili, in particolare nelle zone più colpite dalla crisi».

Come contrastare gli affitti a breve termine

Anche se le decisioni relative alle politiche abitative sono e restano in carico alle autorità nazionali, regionali e locali degli Stati membri, la proposta di legge sull’edilizia abitativa a prezzi accessibili rappresenta il primo quadro comune europeo per valutare le misure in questo ambito. Le nuove norme proposte, che passano ora al vaglio di Parlamento e Consiglio dell’Ue, intendono semplicemente sostenere le autorità competenti a individuare le aree soggette a stress abitativo, utilizzando una metodologia comune a livello europeo, autorità che se decideranno di utilizzare tali norme dovranno garantire il carattere «mirato, necessario e proporzionato» delle misure attuate. Ad esempio, interventi per contrastare gli affitti a breve termine saranno possibili solo nei casi in cui «la loro portata, frequenza o carattere commerciale aggravano la pressione abitativa», dimostrando che hanno avuto «un effetto negativo significativo sull’accessibilità economica o sulla disponibilità degli alloggi per almeno tre anni».

La proposta di legge europea è accompagnata da una raccomandazione sull’accessibilità economica degli alloggi e sull’offerta di alloggi nelle zone soggette a stress abitativo, che intende favorire l’offerta di alloggi nelle zone che ne hanno più bisogno, anche attraverso autorizzazioni più rapide per ristrutturazioni e nuove costruzioni. L’obiettivo della proposta legislativa e della raccomandazione è di supportare le autorità nazionali e locali a «preservare l’accessibilità economica e la disponibilità degli alloggi» di cui l’Ue ha bisogno.

«Affrontare uno dei più grandi problemi del nostro tempo»

«Ci troviamo di fronte a una terribile crisi che impedisce a molti cittadini di accedere agli alloggi. Quando il mercato non riesce a fornire qualcosa di fondamentale come una casa a prezzi accessibili, le autorità pubbliche hanno la responsabilità di agire. Con l’Affordable Housing Act stiamo fornendo certezza giuridica alle autorità locali, consentendo loro di agire e affrontare uno dei più grandi problemi del nostro tempo» ha detto la vicepresidente esecutiva della Commissione per una Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera.

Nelle intenzioni della Commissione europea, la nuova normativa proposta dovrebbe contribuire a mantenere più case disponibili per le persone che intendono viverci, soprattutto in aree dove affitti a breve termine, seconde case o posti vacanti prolungati stanno aggravando le pressioni abitative. I proprietari e i locatori saranno però «protetti da restrizioni ingiustificate o eccessive», osserva la Commissione rispondendo ad alcune critiche rivolte all’iniziativa: «Le misure devono essere mirate e proporzionate, i diritti di proprietà devono essere rispettati e le misure devono riguardare attività che contribuiscono in modo dimostrabile alle pressioni abitative piuttosto che a restrizioni ampie o arbitrarie». Le nuove norme saranno infatti «non discriminatorie, necessarie e proporzionate, adeguatamente mirate e limitate nel tempo», per un massimo di 5 anni, e inoltre dovranno «rispettare i diritti fondamentali, compreso il diritto di proprietà». Per le piattaforme di locazione a breve termine, aggiunge l’esecutivo dell’Ue, sarà garantito che eventuali restrizioni siano basate su dati concreti, limitate allo stretto necessario e soggette a riesame periodico. Il regolamento, quindi, non vieta né limita gli affitti a breve termine, sottolinea la Commissione: le autorità locali che decideranno di intervenire dovranno dimostrare che l’attività di locazione a breve termine danneggia significativamente il mercato degli alloggi. Altre voci critiche individuano però il rischio che la proposta resti simbolica e poco concreta, perché non prevede alcun obbligo per l’intervento delle amministrazioni pubbliche né misure certe ed efficaci per contrastare la precarietà abitativa e sostenere chi non può accedere all’alloggio a condizioni di mercato.