Europa, competitività e coesione sociale: la CISL Lombardia approfondisce i Rapporti Draghi e Letta
Competitività, lavoro, investimenti, formazione, autonomia strategica: molte delle scelte che influenzeranno il futuro della Lombardia e dell’Italia si stanno decidendo oggi a Bruxelles.
Per questo la CISL Lombardia ha dedicato un momento di approfondimento ai Rapporti Draghi e Letta e alle prospettive del prossimo bilancio pluriennale dell’Unione Europea 2028–2034, con un incontro che si è svolto martedì 16 giugno a Milano, nella sede regionale dell’organizzazione.
L’iniziativa, promossa nell’ambito delle attività del Dipartimento Internazionale CISL Lombardia, ha coinvolto i Segretari con delega ai temi europei e i dirigenti impegnati nel Gruppo Politiche europee, cooperazione internazionale, accoglienza, migrazioni e frontalieri. Al centro della mattinata una domanda concreta: quale impatto stanno avendo i Rapporti Draghi e Letta sulle scelte delle istituzioni europee e, soprattutto, quali ricadute potranno avere sul lavoro, sulle famiglie, sulle imprese e sui territori lombardi?
I lavori sono stati introdotti da Miriam Ferrari – Responsabile del Dipartimento Internazionale CISL Lombardia, che ha richiamato il valore concreto delle politiche europee nella vita delle persone e delle comunità. Dino Perboni – Segretario Regionale CISL Lombardia, ha sottolineato come la dimensione europea rappresenti da sempre un tratto fondamentale dell’azione della CISL Lombardia; non un tema distante, ma uno spazio decisivo per costruire sviluppo, diritti, coesione e partecipazione. Nel suo intervento Perboni ha evidenziato come i Rapporti Draghi e Letta possano rappresentare una bussola utile per rilanciare il progetto europeo in una fase segnata dalla crescente competizione globale, dalle transizioni tecnologiche, dalle trasformazioni demografiche e dalla necessità di rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione. Il Rapporto Draghi pone al centro la competitività dell’economia europea e la necessità di una nuova politica industriale comune; il Rapporto Letta individua invece nel completamento del mercato unico una leva strategica per rafforzare l’Unione, a partire da settori decisivi come energia, telecomunicazioni, difesa, digitale e conoscenza.
All’incontro sono intervenuti Paola Ravelli – Responsabile di Europe Direct Lombardia, Francesco Rossi Salvemini – Consigliere Economico della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, e Maurizio Molinari – Responsabile dell’Ufficio di Milano del Parlamento Europeo. Paola Ravelli ha offerto una lettura comparata dei due documenti, soffermandosi sulle principali proposte contenute nei Rapporti, tra cui il rafforzamento del mercato unico digitale, l’integrazione dei settori strategici e l’introduzione della cosiddetta “quinta libertà”, legata alla libera circolazione della conoscenza; Francesco Rossi Salvemini ha illustrato lo stato di attuazione del Rapporto Draghi da parte della Commissione Europea, richiamando strumenti già avviati come la Bussola della competitività, l’Unione delle competenze, l’Unione dei risparmi e degli investimenti e la misura EU Inc; Maurizio Molinari ha infine richiamato il ruolo del Parlamento Europeo nel negoziato sul nuovo bilancio pluriennale, che definirà le principali aree di intervento delle politiche comunitarie fino al 2034.
Per la CISL Lombardia, il confronto conferma una convinzione precisa: l’Europa non è una cornice esterna alle nostre priorità, ma il livello nel quale si giocheranno molte delle scelte decisive per il futuro del lavoro, della formazione, della competitività, della coesione sociale e della qualità dello sviluppo. La sfida europea non riguarda soltanto la crescita economica, riguarda la capacità di trasformare innovazione, investimenti e competitività in lavoro di qualità, salari migliori, competenze e opportunità per le nuove generazioni. È su questo terreno che si misurerà la credibilità del progetto europeo nei prossimi anni, perché competitività e giustizia sociale non possono viaggiare separate, l’Europa sarà davvero più forte solo se saprà tenere insieme innovazione, partecipazione, sviluppo e tutela delle persone.





