In cammino con Achille Grandi: a Como il ricordo a ottant’anni dalla morte

Il Segretario Generale della CISL Lombardia Fabio Nava: «Radici profonde, senza smettere di camminare».

Sabato 3 ottobre 2026, nell’Auditorium della Biblioteca comunale “Paolo Borsellino” di Como, si è svolto l’incontro «In cammino con Achille Grandi. Ottant’anni dopo: domande e letture dalla nostra storia». All’iniziativa, promossa da Fondazione Achille Grandi, ACLI Como e Diocesi di Como, in collaborazione con ACLI, ACLI Lombardia, CISL Lombardia e CISL dei Laghi, ha partecipato il Segretario Generale della CISL Lombardia Fabio Nava, che ha affidato a una riflessione il senso della giornata.

Una presenza per ruolo, ma anche per vicinanza e stima

«Ci sono ricorrenze alle quali si partecipa per ruolo. E ce ne sono altre alle quali si partecipa anche per vicinanza e stima». Con queste parole Nava ha spiegato perché la CISL abbia voluto essere a Como: per ricordare un uomo che è stato sindacalista, democratico e antifascista.

Una fede che diventa impegno

Nel ritratto tracciato durante la mattinata, Grandi era anche un uomo profondamente credente. La sua era una fede che non chiedeva privilegi ma responsabilità, e che si faceva impegno per il lavoro, per la dignità della persona, per la partecipazione e per la democrazia.

Ricordare senza ripetere

Bisogna però ben guardarsi, ribadisce Nava, da ogni lettura nostalgica: ricordare Grandi non significa ripetere le risposte di allora, ma affrontare con la stessa libertà le domande del nostro tempo.

Una prospettiva che dialoga con il titolo stesso della mattinata, dedicata a leggere la storia di Grandi per interrogare il presente. Nel programma, dopo i saluti istituzionali, erano previsti interventi sulla quotidianità di Grandi a Como, sul suo sindacato prima e dopo la dittatura, sulle origini delle ACLI nel 1944 e sul cristianesimo sociale alla Costituente, con le conclusioni del presidente nazionale delle ACLI Emiliano Manfredonia. Tra i saluti, quello del Segretario della CISL dei Laghi Daniele Magon.

Storie che generano futuro

Per Nava la memoria è viva solo se guarda avanti: «Le grandi storie non ci vengono affidate soltanto perché le custodiamo. Ci vengono affidate perché continuino a generare futuro».

Da qui la riflessione finale: essere ancora oggi in cammino con Achille Grandi significa avere radici profonde senza smettere di camminare.