Il Segretario generale della CISL Lombardia all’inaugurazione: «Una sede si misura da quello che riesce a generare: tutela, competenza, relazioni».
Venerdì 2 ottobre 2026 è stata inaugurata a Sesto San Giovanni (Milano), in piazza Don Enrico Mapelli 75, la nuova sede della FILCA Lombardia, la federazione CISL dei lavoratori delle costruzioni. Alla cerimonia, che si è chiusa con la benedizione di monsignor Bressan, è intervenuto il Segretario generale della CISL Lombardia Fabio Nava, che ha guardato alla nuova sede non come a un traguardo, ma come all’inizio di un percorso.
Una sede si misura da ciò che genera
Il punto di partenza è una domanda semplice: quando un sindacato inaugura una sede, cosa dovrebbe chiedersi?
«Non dovrebbe chiedersi quanti metri quadrati ha guadagnato. Dovrebbe chiedersi quante persone in più riuscirà a raggiungere. Perché una sede non è importante per quello che contiene. È importante per quello che riesce a generare».
Tutela, competenza, relazioni, accessibilità: se la sede genera questo, «allora quella sede serve».
Dalla tutela alla partecipazione: l’integrazione vera
Tra i dati emersi, uno più degli altri racconta il cambiamento in corso: una parte molto rilevante dei nuovi iscritti alla FILCA proviene da altri Paesi.
«Non siamo più semplicemente un sindacato che tutela lavoratori immigrati. Stiamo diventando un’organizzazione nella quale persone con storie, culture e provenienze diverse partecipano, decidono, assumono responsabilità» sottolinea Nava.
È questa la differenza che conta: l’integrazione vera comincia quando una persona smette di essere soltanto destinataria di una tutela e diventa protagonista di una comunità. Proprio questo significa confederalità: guardare una persona senza vedere soltanto il suo contratto, ma anche la casa, la famiglia, la sicurezza, la formazione, il futuro dei figli.
Edilizia: la qualità della crescita
L’edilizia è uno dei luoghi in cui si capisce prima che cosa sta succedendo al lavoro: qui convivono transizione tecnologica, immigrazione, scarsità di competenze, sicurezza, appalti, legalità e produttività.
«La domanda non può essere soltanto: quanto crescerà il settore? La domanda deve essere: che qualità avrà quella crescita?». Cantieri più tecnologici e imprese più avanzate non bastano: «Se il lavoro diventa più povero, più insicuro o meno dignitoso, non possiamo chiamarlo progresso».
Netto il richiamo alla sicurezza sul lavoro: la prima misura della qualità del lavoro «rimane poter tornare a casa la sera».
Il sindacato come sentinella
Nel suo intervento Nava ha richiamato l’immagine del sindacato come sentinella, usata da Papa Francesco parlando alla CISL. Il sindacato del futuro non sarà quello che promette di sapere tutto, ma quello capace di capire prima che cosa sta cambiando e di costruire le risposte insieme alle persone.
Una sentinella, però, deve anche «avere il coraggio di scendere dalla torre e andare dove le cose succedono»: nei cantieri, nelle periferie, tra i giovani, tra chi arriva nel nostro Paese, tra chi rischia di restare indietro mentre tutto cambia velocemente.
Una nuova sede, una casa aperta a tutti
Per la FILCA Lombardia l’augurio è racchiuso in una parola: casa. Non solo una sede, quindi, ma un luogo in cui riconoscersi.
«Una casa nella quale un lavoratore possa entrare senza dover sapere prima a quale ufficio rivolgersi. Un luogo dove un giovane delegato possa crescere. E dove chi arriva da lontano possa un giorno sentirsi parte integrante».
Se questo accadrà, non si sarà semplicemente aperta una nuova sede, ma si sarà costruito «un altro pezzo della CISL che vogliamo essere»: una CISL «capace di cambiare senza perdere se stessa. Moderna senza diventare fredda. Forte senza avere bisogno di alzare la voce. E soprattutto capace di guardare avanti senza lasciare indietro nessuno».






