Alloggi universitari, sindacati: costituire un Osservatorio regionale

Alloggi universitari, sindacati: costituire un Osservatorio regionale

Troppo poche e care le soluzioni abitative per gli studenti fuori sede in Lombardia

Milano, 1.12.2021

Meno di uno studente universitario su 10 in Lombardia ha un alloggio nell’ambito del diritto allo studio. E’ quanto emerge dai del Dossier elaborato dall’Unione degli Universitari e presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa con Cgil, Cisl, Uil Lombardia e sindacati degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat regionali.
“Gli alloggi pubblici in Lombardia sono nettamente insufficienti per rispondere ai bisogni della popolazione studentesca universitaria – ha sottolineato Simone Agutoli, dell’Udu -. Sono solo 8.758 posti letto nell’ambito del Diritto allo Studio Universitario (DSU), a fronte di oltre 90mila studenti fuori sede. Il risultato è che gli studenti devono rivolgersi all’offerta privata, che ha costi esorbitanti”. “In 10 anni – ha aggiunto – la Lombardia ha visto un incremento dei posti letto inseriti nel sistema di DSU pari solo al 20%, passando dai 7.301 posti letto del 2011 ai 8.758 del 2021. Meno di quanto hanno fatto altre Regioni”. Quanto alla Regione, le risorse stanziate per i servizi relativi agli enti di diritto allo studio secondo Udu e sindacati è insufficiente: solo 130-140 euro all’anno a studente.

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Nel corso della conferenza stampa sono state presentate 10 PROPOSTE.

“Bisognerebbe innanzitutto costituire un Osservatorio regionale sulla condizione abitativa degli studenti, come luogo di analisi e indagine delle tipologie contrattuali– sottolinea Leo Spinelli, segretario generale Sicet Lombardia – con la presenza dei rappresentanti degli assessorati regionali competenti, Comuni con sedi Universitarie, dei Rettori degli Atenei, delle Associazioni degli studenti universitari, dei sindacati confederali e degli Inquilini”.

“La Regione deve predisporre un idoneo piano regionale di programmazione degli interventi e degli investimenti pluriennali, anche in funzione delle risorse disponibili dal fondo “Next Generation EU” puntando al mantenimento di alti standard qualitativi e al sostegno degli investimenti pubblici – aggiunge Pierluigi Rancati, segretario regionale Cisl Lombardia -. La Regione e le università lombarde devono quindi avere la capacità di stanziare almeno 80 milioni di euro dalle risorse proprie nell’arco del quinquennio 2022-2026 ed almeno la metà dovrebbe provenire dalla Regione per conseguire l’obiettivo minimo di un totale 20.000 posti letto entro il 2030″.


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