Si è svolto giovedì 21 maggio 2025 a Milano l’incontro tra USR CISL Lombardia, FNP CISL Lombardia e tutte le Segreterie territoriali UST e FNP della regione dedicato al progetto sulla contrattazione sociale e al rafforzamento del welfare territoriale lombardo. Una giornata intensa di confronto, partecipazione e approfondimento che ha coinvolto tutti i territori della Lombardia attorno a una convinzione condivisa: in una società attraversata da trasformazioni profonde, nuove fragilità e da un costo della vita sempre più pesante, la contrattazione sociale deve diventare una leva sempre più centrale dell’azione sindacale.
Ad aprire i lavori è stato Sergio Marcelli – Segretario Generale della FNP CISL Lombardia, seguito dalle relazioni di Giovanna Mantelli – Segretaria FNP CISL Lombardia e di Roberta Vaia – Segretaria USR CISL Lombardia, che hanno illustrato struttura, obiettivi e prospettive del progetto regionale.
Al centro della riflessione, la necessità di rafforzare una contrattazione sociale sempre più capace di leggere i bisogni reali delle persone e dei territori, superando frammentazioni e costruendo una rete stabile tra Comuni, Ambiti territoriali, ASST, organizzazioni sociali, categorie, servizi CISL e rappresentanze territoriali.
Nel corso della mattinata si è sviluppato un confronto ampio e partecipato che ha coinvolto tutte le realtà territoriali lombarde, confermando la volontà comune di consolidare un modello organizzativo e negoziale fondato su prossimità, lettura dei contesti, capacità di costruire alleanze, misurabilità dei risultati e integrazione tra welfare territoriale e welfare contrattuale.
Il progetto punta inoltre a rafforzare l’utilizzo degli strumenti già disponibili — da AIDA all’Osservatorio Nazionale sulla Contrattazione Sociale, fino a Il Mio Welfare, all’Osservatorio RSA e alla rete dei Punti Salute e Punti Sociale — per costruire una lettura sempre più precisa dei bisogni territoriali. L’obiettivo non è solo aumentare il numero delle intese, ma qualificarle, renderle verificabili e misurarne l’impatto concreto sulla vita delle persone.
Le conclusioni sono state affidate a Fabio Nava – Segretario Generale della USR CISL Lombardia, che ha sottolineato come oggi la contrattazione sociale rappresenti una delle grandi sfide del sindacato moderno, “perché la vita delle persone non si divide in compartimenti stagni: lavoro, pensione, casa, sanità, trasporti, non autosufficienza, costo della vita e welfare territoriale oggi si intrecciano sempre di più. E quando tutto si tiene, serve una CISL capace di tenere insieme”.
Nel suo intervento, Nava ha ribadito la necessità di rafforzare una politica dei redditi fondata su due dimensioni complementari: da un lato il rinnovo dei contratti, con salario vero e dignità del lavoro; dall’altro una contrattazione sociale forte, capace di incidere concretamente sul costo reale della vita delle persone attraverso servizi territoriali, welfare di prossimità, sostegno alle fragilità, politiche abitative, sanità territoriale e tutela della non autosufficienza.
“La contrattazione sociale è la seconda gamba della politica dei redditi” – un passaggio che sintetizza il senso politico e sociale dell’intero progetto: non limitarsi a difendere il reddito, ma contribuire concretamente a rendere più sostenibile la vita delle persone e delle famiglie.
Nel corso delle conclusioni è stato inoltre evidenziato come la Lombardia, proprio per la sua forza economica e sociale, abbia oggi una responsabilità particolare: non solo continuare a crescere, ma riuscire a restare una regione abitabile, inclusiva e capace di tenere insieme sviluppo e coesione sociale. Un ruolo che richiede una CISL sempre più autorevole, presente nei territori, capace di costruire relazioni, ascoltare i bisogni emergenti e contribuire a ricostruire legami sociali dentro una società attraversata da nuove fragilità e solitudini. “Una società si rompe molto prima delle emergenze. Si rompe quando il dolore quotidiano delle persone smette di essere visto”.
Da qui la volontà di rafforzare ulteriormente una presenza sindacale capace non solo di negoziare accordi, ma anche di costruire comunità, prossimità e presa in carico. Perché il valore più profondo della contrattazione sociale si misura dalla capacità di far sentire finalmente le persone meno sole.
