Fabio Nava al Congresso UIL Lombardia: “unità come responsabilità, non come uniformità”

Mercoledì 20 maggio 2026, Fabio NavaSegretario Generale della CISL Lombardia – ha portato il saluto dell’Organizzazione al Congresso della UIL Lombardia, svoltosi a Milano.

Un intervento che è andato oltre la semplice cortesia istituzionale, proponendo una riflessione sul valore del pluralismo sindacale, sulle sfide comuni del lavoro in Lombardia e sulla necessità di costruire unità senza cancellare le differenze: “CGIL, CISL e UIL hanno storie diverse, culture diverse, sensibilità diverse. E queste differenze vanno rispettate e vissute con maturità”, ha affermato Nava, richiamando anche le parole pronunciate da Pierpaolo Bombardieri in occasione del Primo Maggio “il pluralismo sindacale è una ricchezza”.

Da qui il punto centrale dell’intervento: “non dobbiamo inseguire l’unitarietà come uniformità, dobbiamo praticare l’unità come responsabilità”. Una responsabilità che, secondo Nava, nasce dalla capacità di ascoltarsi davvero, anche quando non si è d’accordo, e dalla volontà di guardare la realtà concreta prima delle proprie ragioni: “le persone che rappresentiamo non ci chiedono di essere identici. Ci chiedono di essere utili”, ha sottolineato il Segretario Generale della CISL Lombardia. Utili nel dare risposte su salari che reggano la vita, contratti veri e contrasto ai contratti pirata, welfare, sanità accessibile, casa, formazione e futuro.

Il lavoro comune in Lombardia

Nava ha ricordato come in Lombardia, in questi anni, il sindacato confederale abbia dimostrato che lavorare insieme può produrre risultati concreti, a partire dal protocollo firmato con Regione Lombardia su salute e sicurezza, per contrastare scorciatoie e comportamenti elusivi nella formazione. Richiamato anche il lavoro comune su PNRR e Olimpiadi Milano-Cortina, con l’obiettivo di affermare che le grandi opere non possono essere soltanto cantieri e scadenze, ma devono tradursi in lavoro buono, legalità, sicurezza, contratti applicati, qualità degli appalti e ricadute vere sui territori. Un metodo che vive anche nella negoziazione sociale territoriale, nei Comuni e nei Piani di zona, sui temi del welfare, degli anziani, delle fragilità e delle famiglie: “è lì che il sindacato spesso diventa concreto: non nei titoli dei giornali, ma nella vita quotidiana delle persone”.

Le sfide aperte: sanità, casa, energia, non autosufficienza

Accanto ai risultati ottenuti, Nava ha indicato le grandi questioni ancora aperte sulle quali è necessario proseguire il lavoro comune: liste d’attesa, Case di Comunità, non autosufficienza, costo dell’energia e delle bollette, costo della casa. Sul tema abitativo il Segretario ha usato parole nette: “l’abitare è ormai diventato parte del salario reale. La Lombardia non può diventare una regione dove si viene a lavorare ma non si riesce più a vivere”. Una frase che sintetizza una delle principali sfide del territorio: mantenere la forza economica e produttiva della Lombardia senza renderla irraggiungibile proprio per chi, ogni giorno, contribuisce a generarla.

Contrattazione e partecipazione

Per Nava la strada passa dalla contrattazione, nazionale e di secondo livello. È nel secondo livello, ha ricordato, che la crescita può diventare salario reale, la produttività redistribuzione, il welfare risposta concreta e l’organizzazione del lavoro qualità della vita. Al centro anche il tema della partecipazione dei lavoratori, indicata non come “una bandierina CISL”, ma come “una riforma necessaria che può diventare terreno comune per la democrazia del lavoro. Se le persone non partecipano, il cambiamento diventa paura. Se partecipano, può diventare futuro”, ha affermato Nava, riferendosi alle grandi transizioni digitale, energetica e organizzativa.

Un Patto della responsabilità

Il Segretario ha rilanciato infine la necessità di un grande “patto della responsabilità” tra istituzioni, imprese, sindacato, territori e autonomie sociali. Un patto per affermare alcune priorità chiare: la produttività deve diventare salario, la sicurezza è il primo diritto e non un costo, la formazione permanente deve essere un diritto esigibile, la sanità e il welfare non possono essere lasciati alla solitudine delle famiglie, la casa è parte del salario reale, buona impresa e buon lavoro devono camminare insieme. “Questa è la vera modernità sindacale: non occupare la scena o gridare di più, ma incidere di più, per cambiare realmente le condizioni delle persone che rappresentiamo”.

In conclusione, Nava ha portato al Congresso anche il saluto di tutta la CISL Lombardia, confermando la disponibilità a camminare insieme ogni volta che sarà possibile e necessario, nel rispetto delle diverse identità, “perché la nostra bussola comune resta una sola: le persone. E quando la bussola sono le persone, anche strade diverse possono tornare, quando servono al bene comune, a incontrarsi”.

Buon congresso alla UIL Lombardia e buon lavoro a tutti noi.