Housing sociale, Fabio Nava: «La casa è diventata una grande questione del lavoro. La Lombardia deve tornare a essere abitabile per chi la fa crescere»

Housing sociale, Fabio Nava: «La casa è diventata una grande questione del lavoro. La Lombardia deve tornare a essere abitabile per chi la fa crescere»

La casa non è più soltanto una questione abitativa, è una delle grandi questioni del lavoro, dello sviluppo e della coesione sociale. È questo il messaggio che Fabio Nava Segretario Generale della CISL Lombardia, ha portato al convegno “Affordable Housing – Il Piano europeo per l’Abitare e le politiche regionali per rispondere alla crisi abitativa“, promosso da Regione Lombardia con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni europee, del mondo accademico, delle autonomie locali, delle ALER, della cooperazione e delle parti sociali.

I lavori hanno restituito il quadro di una crisi abitativa che interessa ormai anche la Lombardia, colpendo in particolare giovani, lavoratori e famiglie che, pur avendo un reddito, faticano ad accedere a un’abitazione a costi sostenibili. Il Politecnico di Milano ha illustrato l’evoluzione del mercato immobiliare regionale, mentre la Commissione europea ha richiamato gli strumenti messi in campo a livello europeo. L’assessore regionale alla Casa, Paolo Franco, ha presentato le nuove misure di housing sociale rivolte alla cosiddetta “fascia grigia”, insieme ai contributi di Federcasa Lombardia, ANCI Lombardia e Alleanza delle Cooperative.

Nel suo intervento, Nava ha proposto una lettura che supera la tradizionale contrapposizione tra politiche abitative e mercato del lavoro: «la domanda che dobbiamo porci non è soltanto se esista una crisi abitativa. La vera domanda è un’altra: che cosa accade a una società quando il lavoro non basta più a costruire una vita? Una volta il lavoro era la chiave che apriva la porta di casa. Oggi, troppo spesso, quella porta la trova chiusa».

Per la CISL Lombardia, infatti, casa e lavoro sono diventati due aspetti della stessa questione sociale. Una lettura che sposta il dibattito dall’edilizia alla qualità dello sviluppo, dalla disponibilità di alloggi alla possibilità concreta per le persone di costruire un progetto di vita: «abbiamo discusso spesso di salari. Oggi dobbiamo riconoscere una novità: la casa è diventata una questione salariale. Uno stipendio può essere anche dignitoso, ma se non basta a costruire una vita, quel lavoro resta incompleto».

Da qui la riflessione sul ruolo strategico dell’abitare nello sviluppo della Lombardia: «per anni abbiamo pensato che la casa fosse una conseguenza dello sviluppo. Oggi scopriamo che è vero anche il contrario: la casa è una delle condizioni dello sviluppo. Una Lombardia che cresce ma non permette a chi lavora di viverci rischia di diventare meno attrattiva, meno competitiva e, alla lunga, anche meno giusta».

Nel suo intervento Nava ha riconosciuto il lavoro avviato da Regione Lombardia sul fronte dell’housing sociale, sottolineando però la necessità di compiere un ulteriore salto di qualità: «la sfida non è soltanto costruire più case. La sfida è rendere più abitabili i territori

Una prospettiva che la CISL Lombardia ha già portato al tavolo del Patto per lo Sviluppo regionale attraverso proposte concrete: criteri trasparenti per i canoni calmierati, recupero del patrimonio pubblico inutilizzato, valorizzazione degli immobili dismessi e dei beni confiscati alla criminalità organizzata, applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative negli appalti di housing sociale e un progetto abitativo condiviso per la Lombardia.

Accanto alle misure operative, la CISL ha avanzato anche alcune proposte di sistema: un Patto della Corresponsabilità per l’Abitabilità, la costruzione di Patti Territoriali Casa-Lavoro e l’istituzione di un Cruscotto lombardo dell’Abitabilità, basato su pochi indicatori pubblici, trasparenti e verificabili, capaci di misurare nel tempo l’efficacia delle politiche adottate.

Nella parte conclusiva del suo intervento, Nava ha richiamato il valore della partecipazione come metodo di governo delle trasformazioni sociali: «la partecipazione non si misura dal numero delle riunioni. Si misura da ciò che cambia nella vita delle persone».

Per la CISL Lombardia, la sfida dell’abitare non riguarda soltanto le politiche della casa: riguarda il futuro del lavoro, la competitività dei territori e la qualità della nostra convivenza. Perché una Lombardia davvero forte è una Lombardia che permette alle persone che la fanno crescere di poterci vivere, costruire una famiglia e immaginare il proprio futuro.