Energia, Fabio Nava agli Stati Generali di Regione Lombardia: «la Lombardia non ha bisogno solo di energia, ma di una transizione che generi lavoro, competenze e fiducia»
Quando la Lombardia discute di energia, in realtà sta discutendo di che tipo di società vuole diventare nei prossimi vent’anni. La transizione energetica non è una questione tecnica da affidare soltanto agli impianti, alle reti o ai megawatt, è una grande questione sociale, industriale e territoriale: riguarda il lavoro, il costo della vita, la competitività delle imprese, la sicurezza dei territori e la fiducia delle comunità. È questo il messaggio che la CISL Lombardia ha portato il 1 luglio 2026 agli Stati Generali del Patto per lo Sviluppo dedicati al Programma Regionale Energia, Ambiente e Clima e alla strategia energetica regionale, alla presenza degli Assessori Regionali Massimo Sertori e Giorgio Maione.
Nel suo intervento, Fabio Nava – Segretario Generale della CISL Lombardia, ha richiamato la necessità di governare la transizione energetica e digitale con una visione capace di tenere insieme innovazione, sostenibilità, lavoro e giustizia sociale: «la vera domanda non è soltanto quanta energia produrremo domani – ha affermato Nava – ma quale società stiamo alimentando attraverso le scelte energetiche che compiamo oggi».
Per la CISL Lombardia, la crescita dei consumi legati alla digitalizzazione, ai data center e all’intelligenza artificiale deve tradursi in benefici concreti per il territorio: «non vorremmo una Lombardia che consuma sempre più energia per alimentare il digitale senza trasformare quella crescita in buona occupazione, competenze e ritorni sociali per le comunità».
Un passaggio centrale è stato dedicato alle reti elettriche, definite da Nava «il telaio invisibile della regione». Le reti non sono solo infrastrutture tecniche: sono la condizione concreta perché la transizione non resti sulla carta. Senza reti moderne e adeguate, rischiano infatti di indebolirsi gli obiettivi legati a rinnovabili, accumuli, idrogeno, comunità energetiche, mobilità elettrica e nuovi insediamenti produttivi. Per questo la CISL Lombardia ritiene decisivo che il confronto con TERNA assuma una dimensione stabile e strategica, dentro una governance regionale capace di accompagnare le trasformazioni energetiche e industriali.
Sul mix energetico, Nava ha ribadito la necessità di superare ogni contrapposizione ideologica: «non veniamo a questo tavolo con bandierine o tifoserie tecnologiche, ci interessa capire quale sistema energetico serva alla Lombardia per garantire sostenibilità, competitività, sicurezza degli approvvigionamenti e buona occupazione». In questa prospettiva, la CISL Lombardia ritiene necessario valorizzare tutte le soluzioni utili alla transizione: rinnovabili, efficienza energetica, accumuli, teleriscaldamento, comunità energetiche, idrogeno, idroelettrico e ricerca sulle tecnologie di nuova generazione.
Particolare attenzione è stata dedicata all’idroelettrico, definito da Nava «il nostro oro bianco». Una risorsa strategica non soltanto per la produzione energetica, ma anche per la sicurezza dei territori montani, gli investimenti, l’occupazione qualificata e le ricadute economiche sulle comunità locali: «le concessioni e le gare non sono soltanto una questione amministrativa, riguardano il futuro di interi territori e la capacità di trasformare una risorsa naturale in sviluppo condiviso».
Al centro dell’intervento anche il tema della giustizia sociale della transizione: «l’energia entra nella vita delle persone dalla porta più concreta: la bolletta. Per una famiglia fragile, per un pensionato solo o per un lavoratore con reddito basso, energia significa riuscire o non riuscire a tenere insieme le spese essenziali della vita quotidiana». Per questa ragione la CISL Lombardia chiede che il Programma regionale energia, ambiente e clima rafforzi la propria dimensione sociale, con interventi contro la povertà energetica, sostegno all’efficientamento delle abitazioni e monitoraggio degli impatti delle politiche energetiche sui redditi delle famiglie. «Non esiste transizione giusta se chi ha meno paga di più».
La CISL Lombardia ha avanzato tre proposte operative: una cabina di regia permanente energia-reti-lavoro dentro il Patto per lo Sviluppo; criteri di qualità per i grandi investimenti energetici e digitali, fondati su occupazione, formazione, sicurezza, sostenibilità e ricadute territoriali; un Piano regionale delle competenze per la transizione energetica.
«Ogni politica energetica è anche una politica del lavoro» – ha concluso Nava – «Non basta programmare impianti, bisogna programmare persone, professionalità e futuro. La Lombardia possiede un patrimonio straordinario di imprese, competenze, università, ITS e formazione professionale. Il compito delle istituzioni e delle parti sociali è metterlo in rete e governare il cambiamento. Noi non chiediamo di rallentare la transizione, chiediamo di governarla, perché il successo della transizione energetica non sarà misurato soltanto dai megawatt prodotti, ma dalla quantità di lavoro, dignità, coesione e fiducia che sapremo generare insieme».









