Film della settimana – Quando il cinema anticipa la guerra

Film della settimana – Quando il cinema anticipa la guerra

Due film ucraini


Milano, 23.5.2022

Difficili da trovare nel resto del paese ma sugli schermi milanesi sono presenti due film di nazionalità ucraina che manifestano la capacità del cinema di anticipare gli eventi bellici e che quindi vale la pena segnalare (magari in attesa di qualche altro passaggio sulle piattaforme). Il primo, Bad Roads – Le strade del Donbass, è diretto da Natalya Vorozhbit, una regista esordiente di Kiev che sceglie di raccontare lo scenario di una guerra allora ancora lontana ma ben presente, in quattro episodi di scrittura teatrale presentato a Venezia nel 2019.

Quel film, recuperato a fine aprile in pochissime sale, metteva in evidenza il conflitto tra l’esercito ucraino e le forze separatiste mettendo in campo storie di vita normale come quella di un ubriaco che ha dimenticato i documenti o del conflitto tra una signora e due contadini ai quali la nostra ha investito una gallina; ma anche la tragedia di una ragazza violentata da un soldato filorusso che si vendica. Nel film non si spara ma la guerra è ben presente nei rapporti tra le persone.

Il secondo titolo, uscito il mese scorso ma anch’esso presente in pochissime sale, è Atlantis e si tratta di una storia che si svolge a guerra finita. Protagonista è un ex soldato traumatizzato e con la vita a pezzi come è a pezzi il suo Paese. Riuscirà a rifarsi una vita solo lavorando con una organizzazione volontaria che recupera i cadaveri della guerra dove conosce una ragazza che le prospetta un futuro diverso. Il film, diretto, sceneggiato e fotografato da Valentyn Vasyanovych, un regista alla sua quarta pellicola, risale anch’esso al festival di tre anni fa dove si era conquistato il premio Orizzonti. Si tratta di una rappresentazione realistica del possibile dopoguerra e pur non parlando del conflitto riesce a raccontarne ciò che esso lascia alle spalle. Tra i messaggi che il regista vuole trasmettere anche la catastrofe ecologica che la guerra lascia dietro di sé.