“Le nostre radici non sono un museo, ma una sorgente di futuro”

Nel corso dell’evento “Fondazioni – Giulio Pastore – Custodire le radici per (ri)generare il futuro”, organizzato dalla CISL Asse del Po martedì 28 aprile 2026, Fabio Nava, Segretario Generale della CISL Lombardia, ha lanciato una riflessione sul valore vivo dell’eredità sindacale e sulla capacità della CISL di trasformarla in futuro.

Per Nava, la storia della CISL e la figura di Giulio Pastore, ripercorse nell’intervento del professor Aldo Carera, Presidente della Fondazione Giulio Pastore, non devono essere considerate come “fotografie ferme” o come materiale da museo, ma come una sorgente viva da cui attingere per affrontare le complessità del presente. Custodire le radici significa, in questa prospettiva, non perdere il senso del proprio cammino mentre ci si apre al futuro, mantenendo fede a un metodo fatto di autonomia, libertà, contrattazione, partecipazione e vicinanza reale alle persone.

Il lavoro nello specchio delle nuove generazioni

Parole importanti sono state dedicate ai giovani: Nava ha invitato a leggere con attenzione i segnali che arrivano dalle nuove generazioni: non rifiutano il lavoro, ma chiedono che il lavoro torni a essere umano, capace di restituire senso, tempo, dignità e futuro. Un tema emerso con forza anche dagli interventi di tre giovani delegate: Dania Bonardi, delegata FIRST e componente del Coordinamento formazione, proselitismo e politiche giovanili CISL Asse del Po; Rosa Indellicati, delegata FEMCA CISL Asse del Po e componente del Coordinamento Donne e Politiche di genere CISL Asse del Po; Diana Calin, operatrice FELSA e Coordinatrice formazione, proselitismo e politiche giovanili CISL Asse del Po.

Difendere il salario resta una priorità essenziale, ma la CISL Lombardia sottolinea come oggi sia altrettanto decisivo difendere il tempo umano, l’equilibrio tra vita e lavoro e il diritto alla disconnessione. La precarietà, è stato evidenziato, non produce solo redditi più bassi: produce vite rinviate, scelte sospese, futuro trattenuto.

Partecipazione e responsabilità: la terza via del sindacato

Di fronte a una realtà sociale sempre più polarizzata e incline allo scontro, Nava ha rilanciato la terza via della CISL: quella della contrattazione e della partecipazione. La partecipazione dei lavoratori non è una gentile concessione, ma sostanza democratica, intelligenza economica e dignità del lavoro. Partecipare significa far sì che le persone contino davvero nelle scelte strategiche, soprattutto di fronte alle nuove tecnologie e ai cambiamenti dell’organizzazione del lavoro. In un tempo in cui ogni tema rischia di trasformarsi in tifoseria, il Segretario Generale ha ribadito l’importanza di un Patto della responsabilità, fondato su confronto civile, mediazione, corresponsabilità e bene comune.

Un’organizzazione aperta al cambiamento e al coraggio

La conclusione dell’intervento è stata un appello all’organizzazione e alla sua capacità di rigenerarsi. Nava ha ricordato che il futuro non si improvvisa nel momento del bisogno, ma si coltiva con responsabilità, anche attraverso nuove forme di coinvolgimento dei giovani, delle donne e delle competenze già presenti nell’organizzazione. Rivolgendosi direttamente ai più giovani, ha esortato a non aspettare di “sentirsi pronti” per partecipare, ma a partecipare per diventarlo. Una CISL viva non si limita a ospitare i giovani: accetta di lasciarsi cambiare e rigenerare da loro. La sfida, per la classe dirigente, è trasformare le radici in futuro, la memoria in responsabilità, ogni crisi in occasione di fiducia. Perché, come ha concluso Nava, “non basta dire che abbiamo radici: dobbiamo dimostrare che sono ancora vive e abbastanza profonde da reggere il futuro”.