Milano e la sfida della crescita inclusiva: la visione di Fabio Nava al Congresso di Noi Moderati Lombardia

Milano resta uno dei motori più forti del Paese: cantieri, università, ospedali, imprese, innovazione, creatività. Ma non è tutto oro quel che luccica sotto i suoi grattacieli.

Intervenendo al Congresso di Noi Moderati Lombardia il 17 aprile 2026, il Segretario Generale della CISL Lombardia, Fabio Nava, ha richiamato una contraddizione sempre più evidente: Milano produce valore, attrae investimenti e genera opportunità, ma rischia di diventare una città difficile da vivere per molte delle persone che quel valore lo costruiscono ogni giorno.

Il punto è chiaro: il lavoro c’è, ma cresce la fatica di trasformarlo in un progetto di vita stabile. Milano non rischia per mancanza di dinamismo, rischia perché la sua velocità sta superando la capacità delle persone di starci dentro.

Casa, salari e costo della vita

Per Nava serve una politica dei redditi più moderna, capace di guardare non solo alla busta paga, ma al costo reale della vita: casa, trasporti, energia, servizi, welfare territoriale. Il tema abitativo, in particolare, non è più una questione laterale, è parte centrale della questione salariale. Quando una quota troppo alta dello stipendio serve solo a pagare un affitto o quando i giovani rinviano l’autonomia perché il mercato immobiliare è inaccessibile, il problema diventa sociale, economico e democratico. Per la CISL Lombardia, la competitività di Milano si difende rendendo il lavoro capace di garantire autonomia, stabilità e futuro.

Il valore umano del lavoro

Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato il futuro del lavoro nell’epoca dell’intelligenza artificiale: Nava ha ricordato che non tutto può essere ridotto a tecnologia, automazione e algoritmo. Ci sono lavori che vivono di relazione: cura, assistenza, educazione, accompagnamento delle fragilità, servizi alla persona. Sono professioni decisive in una società che invecchia e cambia. Per questo la CISL Lombardia chiede un riconoscimento più forte di questi lavori, sul piano contrattuale e culturale. Curare, assistere, educare e accompagnare non sono attività marginali: sono funzioni essenziali per la qualità umana di una comunità.

Giovani, competenze e immigrazione regolare

Milano continua ad attrarre talenti, studenti e lavoratori qualificati, ma oggi la vera sfida non è soltanto farli arrivare: è dare loro ragioni concrete per restare. Senza casa accessibile, salari adeguati, formazione continua e prospettive di crescita, la città rischia di consumare futuro invece di costruirlo. Lo stesso realismo serve sull’immigrazione: interi comparti produttivi — dall’edilizia alla logistica, dall’assistenza familiare ai servizi alla persona — si reggono già oggi anche sul contributo dei lavoratori stranieri. Per la CISL Lombardia la strada è chiara: governo dei flussi, legalità, apprendimento della lingua, lavoro regolare, integrazione e contrasto netto a sfruttamento e dumping sociale.

Un Patto della responsabilità e della partecipazione

In conclusione, Nava ha indicato la necessità di un salto di qualità nel metodo: non servono leadership solitarie né scorciatoie propagandistiche, serve un Patto della responsabilità tra istituzioni, imprese e parti sociali, capace di tenere insieme salari, produttività, sicurezza, formazione e partecipazione. Per la CISL Lombardia, la partecipazione dei lavoratori non è un lusso ideologico, ma una leva concreta di innovazione, qualità e fiducia. Milano può diventare un laboratorio nazionale di questo nuovo modello: una città capace di unire merito e solidarietà, impresa e lavoro, innovazione e giustizia sociale. Perché il futuro non appartiene a chi corre da solo, appartiene a chi sa far camminare insieme una comunità.