A Castelleone, nel giorno del 90° anniversario della nascita di Pierre Carniti, la CISL ha ricordato uno dei protagonisti più originali e innovativi della propria storia.
L’iniziativa “Pierre Carniti. Il sindacato come progetto di cambiamento”, promossa dalla FIM CISL e dalla Fondazione Pierre Carniti al Teatro Leone, è stata soprattutto un’occasione per interrogarsi sull’attualità del suo pensiero di fronte alle trasformazioni del lavoro e della società.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri relatori e testimoni, la Segretaria generale della CISL Daniela Fumarola, il Segretario generale della FIM CISL Ferdinando Uliano e il presidente della Fondazione Pierre Carniti Roberto Benaglia. Presente in sala anche il Segretario generale della CISL Lombardia Fabio Nava che, a margine dell’iniziativa, ha sottolineato l’attualità della lezione di Carniti.
«Cosa ci ha lasciato Carniti?»
«Carniti non ci ha lasciato le risposte per il nostro tempo. Ci ha lasciato qualcosa di forse ancora più importante: il coraggio di cercarle. Ricordarlo oggi non significa guardare con nostalgia al sindacato del passato, ma recuperare un metodo: leggere fino in fondo il proprio tempo, misurarsi con la complessità e assumersi la responsabilità di provare a cambiarlo», sottolinea Nava.
Unità e autonomia, i valori centrali
Nel suo intervento Daniela Fumarola ha richiamato due valori centrali dell’esperienza di Carniti: unità e autonomia. Unità sindacale costruita su contenuti e obiettivi comuni, senza cancellare le differenze; autonomia come libertà di giudizio e responsabilità verso le persone rappresentate.
Un richiamo che Nava raccoglie: «È una lezione molto attuale. Anche oggi abbiamo bisogno di un sindacato capace di stare insieme senza pensare necessariamente tutti allo stesso modo e di costruire convergenze concrete senza rinunciare alla propria autonomia. Perché l’unità è forte quando produce risultati per le persone, non quando nasconde le differenze».
Le grandi trasformazioni del lavoro
Una responsabilità che diventa ancora più importante davanti ai cambiamenti che attraversano il lavoro: transizione demografica, intelligenza artificiale, trasformazione dei sistemi produttivi, salari, formazione e trasmissione delle competenze.
«Sono trasformazioni troppo grandi e troppo intrecciate perché qualcuno possa pensare di governarle da solo. Per questo la proposta della CISL di un Patto della responsabilità e il percorso avviato con il Libro Verde indicano un metodo preciso: individuare alcune grandi priorità del Paese, costruire impegni verificabili e chiedere a ciascuno – istituzioni, imprese e parti sociali – di assumersi la propria parte di responsabilità».
Al centro resta il lavoro e la capacità della contrattazione di accompagnare il cambiamento, ricostruendo il rapporto tra produttività, salari e qualità dell’occupazione.
Il sindacato esiste per cambiare, non per conservarsi
«Carniti ci ricorda una cosa essenziale: il sindacato non esiste per conservare se stesso. Esiste se riesce a cambiare concretamente la condizione delle persone che rappresenta. Oggi questo significa stare dentro le trasformazioni per orientarle, facendo crescere insieme innovazione e qualità del lavoro, produttività e salari, competitività e coesione sociale».
«Forse è questa la fedeltà più autentica alla nostra storia: non ripeterla, ma avere il coraggio di fare oggi ciò che Carniti seppe fare nel suo tempo. Capire ciò che sta cambiando e provare a orientarlo, perché il cambiamento migliori concretamente la vita delle persone».





